«Romans, non ci si può accontentare»
ROMANS D’ISONZO. Se le due sconfitte con Latisana e Spilimbergo potevano rappresentare un indizio, oltre che un campanello d'allarme, la batosta di Cordenons (110-66 per l'Intermek) vale una prova e certifica il momento di crisi in casa Asar Romans. Isontini mai in partita in casa di una formazione, quella pordenonese, che sinora ha perso due terzi delle gare giocate e naviga nella seconda parte della classifica avendo come unico traguardo la "zona spiaggia" ovvero il nono posto utile a chiudere la stagione ai primi di aprile evitando i play-out.
«Francamente mi è difficile trovare risposte dopo una gara del genere e un risultato così pesante - è amareggiato il presidente Calligaris - sono molti di più gli interrogativi e non mancherò di confrontarmi in settimana con il gruppo per cercare di capire cosa possa essere successo. Cordenons ha fatto una partita onesta, e ha pure tirato con buone percentuali, ma noi abbiamo mollato subito, senza la minima reazione».
Dal -8 del primo quarto (24-16) si è passati in 10' al -27 della pausa lunga (55-28) e la gara è finita lì, con l'Intermek che ha continuato a dilagare nella seconda parte di gara. Dietro il crollo di Romans non paiono esserci motivazioni fisiche né tanto meno tecniche considerando quanto di buono hanno fatto vedere Gennaro e compagni in questa stagione, soprattutto nel girone di andata. Non può essere altro, dunque, che un calo mentale, quasi che l'aver ormai in tasca il traguardo play-off, complice anche la manifesta incapacità delle inseguitrici a trovare continuità di risultati, abbia completamente scaricato le pile, togliendo mordente alla squadra. «Non voglio credere che possa essere questa la motivazione - conclude Calligaris - non possiamo accontentarci dell'ottavo posto, bisogna sempre giocare per arrivare più in alto possibile, un appagamento sarebbe inspiegabile». (m.n.)
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