Rugby Trieste ha 3 anni e conta su 200 giovani L'anno prossimo farà la C

TRIESTE Il Rugby Trieste 2004 è nato tre anni fa con la volontà di far tornare a Trieste il rugby dopo quindici anni di assenza. Il trio di ex giocatori di tale disciplina Carbone-Miccoli-Covone (è la spina dorsale del club) è stato affiancato nella sua attività da alcuni appassionati della specialità della palla ovale e dalle famiglie dei 200 tesserati, che forniscono un prezioso contributo sia nell’organizzazione delle partite interne sia delle trasferte. Proprio per radicarsi meglio sul territorio il club triestino ha incominciato a divulgare la pratica del rugby nelle scuole grazie al lavoro svolto da Giuliano Zannier con il supporto di Edi Schizzi.


«Presto incominceremo a farci conoscere anche nelle scuole di Goriza e Monfalcone, dove il rugby non è molto praticato – afferma il consigliere e addetto alle relazioni esterne Giorgio Cecco –. Il prossimo anno i nostri under 17 passeranno di categoria e faranno il campionato under 19. Con gli under 19 e con i più giovani del gruppo senior intendiamo invece partecipare alla serie C e costruire una buona squadra per quest’ultimo torneo».


La filosofia del rugby è diversa da quella di molte altra discipline. «A esempio nel calcio e nel basket il primo insegnamento, che viene dato già nei corsi di allenatori, è che bisogna fare gol o canestri – rileva ancora Cecco –. Nel rugby c’è invece un gioco di squadra. A turno tutti possono andare a meta e, chi la realizza, la porta a compimento con la protezione dell’intero gruppo. Non ci sono primedonne ed è una pratica aperta sia ai più piccoli di stazza sia a coloro che sono più prestanti e non solo a chi ha forza fisica.


Ci sono ruoli adatti a tutti: chi è veloce e snello ha comunque una parte importante. Non tutti lo sanno, ma da piccoli il primo istinto non è quello di calciare la palla, ma di prenderla e di correre via E poi non ci sono distinzioni di ceto – prosegue Cecco - ma c’è un coinvolgimento generale essendoci il massimo rispetto per i singoli». A testimoniare il clima esistente nel rugby è il terzo tempo: dopo la disputa dei due tempi regolamentari che animano i vari incontri, entra in scena il post partita in cui le due squadre fanno festa assieme. «In campo non manca l’agonismo, pur essendoci la più bassa incidenza di infortuni nel nostro settore – conclude Cecco –. Poi, conclusi i match, si sta assieme tra giocatori, allenatori, dirigenti e arbitri a commentare le sfide e a mangiare. È un modo utile per stringere rapporti di amicizia».


Intanto sta per partire il campus estivo del Rugby Trieste 2004, che si terrà dall’11 giugno al 6 luglio al Villaggio del Pescatore, sede delle uscite ufficiali e degli allenamenti (che si disputano anche sul campo del Dopolavoro Ferroviario). Sarà riservato ai nati tra il 1988 e il 1992 e prevederà due allenamenti quotidiani – uno al mattino e uno al pomeriggio -, una parte didattica basata su dei video di analisi delle partite e degli stessi allenamenti, nonché dei momenti ludici. Sarà tenuto dallo staff della compagine del presidente Covone con l’aiuto di tecnici federali. In agosto, invece, ci sarà un ritiro in montagna di due settimane finalizzato a preparare la prossima stagione. Per ulteriori informazioni c’è il sito internet www.rugbytrieste2004.it.

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