SE L’AUTO DIVENTA CONDIVISA

di VALERIO BERRUTI
In Italia si vendono meno auto (come un po’ ovunque in Europa) ma il grande cambiamento è forse nell’uso diverso che si comincia a farne. Per esempio, diminuiscono i chilometri percorsi a bordo della propria auto (nel 2012 siamo scesi a 9.500, ben quattromila in meno rispetto a dieci anni prima) ma aumentano quelli percorsi in gruppo.
Insomma, se l’uso dell’auto è sempre più un lusso il rimedio si chiama carpooling, il sistema di auto condivisa il cui fine principale è di ridurre i costi del trasporto ma anche l’inquinamento. Secondo il portale europeo del settore spostarsi in questo modo, infatti, consente un risparmio fino al 75% rispetto ai percorsi individuali.
In Europa, il carpooling è diffuso da tempo e con un discreto successo, prima ancora che esplodesse la crisi di questi ultimi due anni e gode anche di sostegni governativi come in Francia e Germania. E in Italia? Complice la crisi più dura che altrove, i viaggiatori nostrani cominciano a farsi convincere: così dall’avvio del servizio nel 2010, nel nostro paese si sono già risparmiati 3,5 milioni di litri di carburante e 7.000 tonnellate di anidride carbonica, collocando l’Italia al terzo posto sulle strade comunitarie. A favorire la diffusione del sistema ha contribuito anche Internet con la nascita di siti specializzati, come Avacar.it e Blablacar.it. Al momento, i fan del viaggio condiviso sono preferibilmente uomini (circa il 68,5%), ma la quota rosa è in crescita. E chissà, magari fra un po’ si cominceranno a contare anche gli amori nati lungo la strada dell’auto condivisa.
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