«Se non possiamo giocare almeno fateci allenare»

Lo sfogo del presidente Fipav Trieste e Gorizia, Manià. Il nodo più grande da affrontare? L’utilizzo delle palestre

Andrea Triscoli / TRIESTE

Semafori verdi di via libera, o rossi, come le zone rosse che attanagliano il Paese. Incertezze sul da farsi, semafori gialli di attesa e dubbio come il giallo delle zone italiane. Insomma, in questi giorni se ne stanno vedendo di tutti i colori, e le stesse società di pallavolo del territorio giuliano, non sanno sempre che pesci pigliare, tra le regole del dpcm, quelle del Coni, quelle di mamma Fipav che recepisce il senso della misura di sicurezza.

Ma se poi le palestre o gli impianti non sono disponibili? A livello nazionale le direttive sembrano chiare: dicono che le/gli under, cioè le giovanili, e C e B possono continuare ad allenarsi, e al tempo stesso sembra però, che Coni e organi regionali, stiano spingendo per non permettere gli allenamenti, o quantomeno far rispettare una sosta di un paio di settimane, per vedere come andrà la curva del contagio.

L’ultimo Dpcm demanda al Coni di indicare quali siano le attività di interesse nazionale e a livello centrale lo tesso organismo ha detto che farà proprie le indicazioni delle singole federazioni, quindi Fipav Roma ha illustrato ai comitati regionali e territoriali/locali, che per i campionati di interesse nazionale è possibile continuare almeno ad allenarsi, visto che di giocare fino a gennaio o febbraio 2021 non se ne parla.

Semaforo rosso dunque per i campionati locali e territoriali, non di valenza nazionale, ma semaforo verde per gli allenamenti almeno di alcune categorie. Se poi dovessero prevalere una interpretazione o delle misure più restrittive, ecco che allora la scure dello stop si abbatterà anche su quelle società, tipo di B, C o giovanili, che, avendo l’impianto sportivo disponibile, possono allo stato attuale lavorare in palestra.

Un gioco delle parti, uno scaricarsi e devolvere le responsabilità, che non fa di bene certo allo sport e alla chiarezza, ma che dovrebbe essere esplicitato in questi giorni. Grazie alle Consulte coi presidenti regionali Fipav fatta da Michelli, e con i chiarimenti tramite diretta Fb sui social e comunicato, emesso per Trieste e Gorizia dal presidente Paolo Manià. Manià con tutto il comitato giuliano, negli scorsi giorni, aveva fatto una riunione molto numerosa con le asd del volley della Venezia Giulia, per tastare il polso e sentire la pancia e gli umori delle società, che volevano allenarsi e proseguire dopo le fatiche e gli investimenti svolti.

«Se non possiamo giocare, almeno fateci allenare!» questo un po’lo slogan della maggior parte delle realtà del volley. Ma come ribadisce il presidente Manià e tutto lo staff, con il portavoce Marco Bernobich, «Non si può piu giocare, in nessun campionato e categoria: tutto è rimandato a gennaio. Per gli allenamenti invece, ci si rimette alle decisioni di Fipav nazionale e Coni, o a quello che verrà deciso su base regionale. Siamo un centro servizi, un ente di ascolto, e di servizio, a tutela delle squadre, e non possiamo fare altro che adeguarci a quanto verrà stabilito per la salvaguardia delle nostre società e del mondo del volley». Oggi o tutt’al più domani in serata, una nuova diretta facebook per il vertice Manià, che dialogherà con le società e con la Commissione gare, per prevedere nuove formule ai tornei. —

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