Sette lettere, e la scritta Trieste spunta in un mare di cartoncini rossi

TRIESTE. Così rossa, l'Alma Arena, non è stata mai. Canta il palaTrieste, accompagna il riscaldamento dei suoi ragazzi ben prima della presentazione delle due squadre. Troppo presto? No, non è mai troppo presto per dare la carica in una vigilia in cui Trieste va a caccia di un quasi decisivo 2-0.
Presentazione delle squadre in stile Nba, luci abbassate e nome dei giocatori scandito a gran voce dal pubblico. Poi, dopo l'esecuzione dell'inno nazionale, spazio alla coreografia, l'ennesima, capace di incantare i 7000 dell'Alma Arena. Prima un enorme pallone che demolisce il palazzo con la scritta A2 facendo spazio a quello con la scritta serie A1, poi sette enormi striscioni, ognuno con una lettera, che coprendo il perimetro dell'Alma Arena compongono la scritta Trieste in mezzo a un mare di cartoncini colorati di rosso. Si alza alto il Viva l'A e po' bon cantato da tutto il palazzo poi pronti per la palla a due con i settemila decisi a trascinare una squadra brava a cominciare lasciando nello spogliatoio le paure di gara-uno. Il 4/4 da tre punti è benzina sull'entusiasmo di un ambiente carico e desideroso di festeggiare. I fantasmi di gara1 sono lontani e non è un caso che il massimo vantaggio dell'Alma, a inizio secondo tempo, sia sul 43-30, stesso punteggio che in gara1 aveva visto Casale far vedere le streghe ai biancorossi. Trieste gestisce, senza affanni, facendo riposare i suoi protagonisti e restando sempre oltre la doppia cifra di vantaggio.
Il coro "torneremo in serie A", potente e scandito davvero da tutto il palazzo prima della Marinaresca finale e quel "forse chissà, succederà, canta con noi che torniamo in serie A" che rischia di diventare il tormentone (sportivo) dell'estate triestina. (lo.ga.)
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