Solinas da Cagliari a Trieste: “L’Unione deve tornare tra i Pro”

Il giovane attaccante sardo ha siglato la rete del pareggio a Mogliano Veneto: «In attacco mi piace giocare in tutti i ruoli. In questa squadra spero di crescere»

TRIESTE. È arrivato a Trieste venerdì, senza in pratica poter disputare nemmeno un allenamento con i nuovi compagni dell’Unione Triestina 2012. Poi il giorno dopo Simone Solinas è entrato in campo a Mogliano Veneto nella ripresa, e ha realizzato il gol del pareggio per la squadra di Masitto contro il Mestre. Un esordio col botto quello del giovane attaccante classe 1996 proveniente dalla Primavera del Cagliari, che può vantare addirittura qualche minuto in serie A, giocato nel gennaio 2014. quando nel finale a Bergamo contro l’Atalanta entrò al posto di Cossu. «Si giocava contro l’Atalanta – racconta lo stesso Solinas - e l’allenatore del Cagliari era Lopez. A un certo punto mi disse di scaldarmi ed entrai per qualche minuto nel finale, fu un’emozione indescrivibile debuttare in serie A, avevo appena 17 anni. Poi comunque sono rimasto nel giro della prima squadra, ho fatto parecchie panchine, anche contro il Milan». Adesso, nonostante la retrocessione del Cagliari in serie B avrebbe potuto forse aprirgli degli spazi interessanti, Solinas è emigrato a Trieste, per infoltire il gruppo degli under dell’Unione 2012: «Certo, essendo sardo mi sarebbe piaciuto restare perché è una cosa bella difendere i colori della propria terra, ma è andata così e adesso sono molto contento di essere arrivato a Trieste. Parlando con il mio procuratore, mi ha prospettato questa possibilità, in una buona piazza dove si stava costruendo una squadra da vertice. Mi ha convinto e ho voluto anch’io partecipare a questa sfida». E appena indossata la maglia della Triestina 2012, ecco un gol di ottima fattura nella prima amichevole stagionale: «In effetti esordio migliore non poteva esserci, spero sia un buon biglietto da visita e possa essere di buon auspicio per la stagione. Mi sono trovato subito bene con i nuovi compagni, l’impressione è quella di un’ottima squadra e sono contento di essere arrivato in questo gruppo. Il gol? Ho intercettato un passaggio orizzontale degli avversari, ho puntato in avanti e a venti metri dalla porta ho tirato una sorta di pallonetto che si è insaccato». Su cosa si aspetta da questa stagione, il diciannovenne sardo sembra avere le idee molto chiare: «Spero di crescere come persona e come giocatore, e poi voglio aiutare questa squadra a ritornare nei professionisti, perché una città come Trieste non può certo restare in questa categoria. So che bisognerà sudare per trovare spazio perché siamo in tanti, comunque la regola degli under dovrebbe favorire un po’ i giovani. Che tipo di attaccante sono? Posso fare tutti e tre i ruoli offensivi, ovvero punta centrale, ma anche esterno destro o sinistro. Sono uno che va molto in profondità, cerca di far salire la squadra e va su tutti i palloni. Ecco, di sicuro lotto su ogni palla e il carattere non mi manca».

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