Sorpresa Centracchio forza e cuore oltre l’ostacolo «Per le donne e il Molise»

Terzo posto nel judo da outsider: «Non siamo il sesso debole Spero che questa impresa possa dare coraggio a molte altre» 
Angelo Di Marino
Italian Maria Contracchio with the bronze medal won at Judo, category 63 kilos at the Tokyo Olympics, Tokyo, 27 July 2021
Italian Maria Contracchio with the bronze medal won at Judo, category 63 kilos at the Tokyo Olympics, Tokyo, 27 July 2021

il personaggio



INVIATO A TOKYO

Il cuore oltre l’ostacolo. Così Maria Centracchio, 26 anni, molisana di Isernia, ha centrato il bronzo olimpico nella categoria -63 chili del judo. È una che corre, che non si ferma mai e che è riuscita a mantenere sempre vivo il sogno olimpico, nonostante tutto. «Arrivare qui a Tokyo è stato molto duro – spiega subito dopo la gara – perché ho vissuto un 2020 orribile. A inizio anno la mononucleosi, a ottobre il Covid. Ma io dicevo, datemi le Olimpiadi e poi ci penso io». Al Nippon Budokan veniva data non certo tra le favorite, magari al massimo come ben piazzata. Nulla di tutto questo, ancora una volta la volitiva atleta delle Fiamme Oro ha superato l’esame, con talmente tanta determinazione da spazzare via una dopo l’altra avversarie temibili per tecnica ed esperienza. Ha infatti battuto per ippon la malgascia Nomenjahanary, l’ungherese Ozbas e, nei quarti, la polacca Ozdoba-Blach. In semifinale serviva davvero un colpaccio per superare la gigante slovena Tina Trstenjak, oro di Rio. Ha fatto di tutto per non dargliela vinta, cedendo solo al golden score. Nella finalina per il bronzo non poteva certo demordere, anzi. Ne è venuto fuori un match capolavoro contro l'olandese Juul Franssen, superata con un golden score.

«Ancora non mi rendo conto di cosa ho fatto. Il judo è uno sport che veicola un bel messaggio, non siamo il sesso debole e ci possiamo difendere in qualsiasi situazione, questa medaglia è dedicata anche a questo e spero dia coraggio e forza a tutte le donne», il richiamo lanciato dall’azzurra che è partita da lontano, quel Molise appunto che mai aveva festeggiato una medaglia individuale fatta in casa alle Olimpiadi, e non ha paura di affrontare il bello e il brutto della vita. «Dedico tutto questo alle persone che mi sono state vicine quando le cose erano difficili, la mia famiglia, il mio fidanzato e le Fiamme Oro che mi hanno supportata – dice tutto d’un fiato Centracchio – e lo dedico al mio Molise: visto? Esistiamo anche noi».

C’è la famiglia dietro il successo di Maria. A partire dal padre che è maestro nella palestra di Isernia dove ha cominciato. Poi c’è il fratello Luigi, promessa azzurra che è a Tokyo per fargli da sparring partner. Anche lui nelle Fiamme Oro, vanta l’oro ai Giochi Giovanili Europei di Baku nel 2019 ed è già entrato nel giro della nazionale maggiore dopo il bronzo ai campionati italiani under 21. Con un lungo post, Maria è stata celebrata dall’amica e compagna di squadra Odette Giuffrida («La sua medaglia mi ha ispirato») che dimostra di conoscerla come poche: «Ti sei innamorata di questo sport, hai iniziato a sognare e non hai mai smesso di crederci. “Senza talento” ma con tanto tanto cuore e carattere». Perché ci sono gli ostacoli e il cuore per poterli superare. —

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