Squalifica ridotta per Balo ma salta la sfida con la Juve

MILANO. Niente Juve-Milan per Balotelli. Il ricorso presentato dal club rossonero contro la squalifica dell’attaccante ha portato ad un parziale accoglimento da parte della Corte di Giustizia Federale, ma la riduzione dello stop da due giornate a una non basta a SuperMario per essere in campo a Torino. Tornerà soltanto contro il Catania, dopo aver scontato un turno per somma di ammonizioni e uno per ingiurie ad un arbitro addizionale, lasciando la squadra e il pubblico dello Juventus Stadium orfani di un possibile protagonista.
Severo il commissario tecnico della Nazionale Cesare Prandelli che manda a Mario un messaggio molto chiaro: «Lui in campo sarà sempre più provocato, perciò deve imparare a giocare e a stare zitto. Sono le cose che gli andiamo dicendo. Per Mario ci saranno partite sempre più difficili, perché tutti cercheranno di provocarlo. Per un grande campione l’equilibrio è fondamentale, lui deve avere la forza di mantenere la tranquillità, così potrà fare cose straordinarie». «La sua assenza sarebbe un peccato, Balotelli è un patrimonio del club e della Nazionale», aveva detto poco prima del verdetto Adriano Galliani. L’attaccante si consolerà la prossima settimana a New York dove riceverà un prestigioso premio dal “Time”, che lo ha inserito tra i cento personaggi più influenti al mondo. Il Milan, pur dovendosi confrontare con un’assenza pesante, arriverà alla sfida contro la Juventus forte dell’ennesima conferma per Allegri da parte di Galliani e di una classifica che dopo le prime otto giornate ha visto le due avversarie collezionare gli stessi punti.
«Il tecnico resterà, non ho contattato nessun altro - è il commento del vicepresidente rossonero - Non credo che il prossimo anno, con le stesse formazioni, prenderemo quindici punti di distacco nelle prime otto giornate. Non siamo inferiori ai bianconeri, da ventiquattro turni abbiamo gli stessi punti e negli ultimi cinque anni abbiamo fatto meglio di tutti».
Nelle recenti stagioni a fare la differenza erano stati soprattutto Ibrahimovic e Thiago Silva, sacrificati in estate sull’altare di una rivoluzione dovuta soprattutto a ragioni economiche. «Se potessi decidere chi riprendere tra i due acquisterei chi mi fa prendere meno gol, perché di solito in Italia vince chi ha la miglior difesa e credo che se acquisteremo qualcuno sarà in quel reparto - risponde Galliani - Noi i top player dobbiamo crearli, non comprarli. Abbiamo i giovani più interessanti, seguiremo la strada del pareggio di bilancio».
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