Stadi aperti in Emilia Romagna Parma e Sassuolo con i tifosi

Serie A contro il governo dopo l’apertura al tennis: mille sugli spalti al Foro Italico Vertice straordinario dei club che insorgono: «Il caos è sovrano, serve rispetto»

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Mille. Sì, forse. Mille è il numero di tifosi scelto per cominciare a ripopolare le tribune, e non solo del pallone. Una scelta dedicata agli eventi occasionali, unici, di rilievo, ma anche legati ad un contesto ridotto.

Mille è la parola pronunciata, ieri, dal ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora che apre gli Internazionali di Tennis d’Italia per le semifinali (domani) e la finale (lunedì). «Un successo per tutto lo sport...», dice Angelo Binaghi, numero uno del nostro tennis. Un successo che coinvolgerà i primi mille abbonati o possessori del biglietto da mesi per l’atto finale degli Internazionali abili a farsi avanti via web per ottenere i pass d’ingresso.

E, il calcio? La serie A resta a guardare, o dovrebbe farlo: il campionato non è un evento occasionale o unico e, così, si ritrova (ritroverebbe) fuori dalla novità come prevedono i provvedimenti governativi in vigore fino al 7 ottobre. Qualcosa, però, si muove ed il fronte si rompe: il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini firma l’ordinanza che riapre gli stadi di Parma e Reggio Emilia ai mille. Tradotto: Parma-Napoli e Sassuolo-Cagliari, in agenda fra 24 ore, avranno una piccola cornice di pubblico, distanziato, seduto, con le mascherine, senza bandiere e in attesa delle indicazioni dello speaker dello stadio (come in aereo) per riprendere la strada di casa a match finito.

L’Emilia Romagna va in fuga, il Piemonte ci aveva provato per l’Allianz Stadium per poi fermarsi (ci riproverà solo davanti a un atto formale del governo in questo senso), la Lega di Seria A schiuma rabbia. «Il caos regna sovrano, meritiamo rispetto come industria e per i nostri tifosi: si faccia chiarezza al più presto per un’apertura, seppur parziale e nel rispetto delle condizioni di sicurezza...», scrivono i club alle istituzioni.

Mille. Sì, forse. I mille di Parma e Reggio Emilia, in realtà, saranno poco più di 600 perché dal contingente va tolto chi già entra allo stadio da giugno svolgendo attività stampa, di produzione o chi appartiene alle delegazioni delle squadre: a entrare saranno, di fatto, tifosi o appassionati su invito e, magari, legati agli sponsor. Di sicuro qualcosa accadrà ancora: il tennis può, il calcio solo se di gara occasionale si tratta come i mille per il test Inter-Pisa di oggi a San Siro. Fino all’ingresso in campo dell’Emilia Romagna. Oggi i club si riuniranno in video-chiamata per capire come intervenire. —



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