Tangenti per “coprire” il doping Trema la Federatletica mondiale

ROMA. Dopo la Fifa, ecco la Iaaf. Il vento delle inchieste della magistratura ordinaria sugli sprechi e soprattutto le ruberie delle varie federazioni sportive internazionali rischia di spazzare via molto di coloro che, fino a pochi mesi fa, detenevano le leve del potere.
Così proprio mentre la Svizzera estrada negli Usa, accogliendo la richiesta targata Fbi, l'ex presidente della federcalcio brasiliana Josè Maria Marin, ora agli arresti domiciliari, e mette nel mirino il suo predecessore Ricardo Teixeira e il suo successore Marco Polo Del Nero, due giudici francesi mettono accusa Lamine Diack, fino ad agosto presidente della federazione mondiale di atletica, ruolo ereditato da Primo Nebiolo e ora ricoperto dall'ex fuoriclasse Sebastian Coe. Quest'ultimo ha offerto pieno collaborazione fin dal momento in cui alcuni agenti delle forze dell'ordine si sono presentati nella sede principale della Iaaf, a Montecarlo, per una perquisizione effettuata proprio mentre nei locali era al lavoro l'attuale presidente.
Ma lo scandalo della Iaaf ha contorni diversi da quello della Fifa, anche se in fondo sempre di tangenti si tratta. Ma i duecentomila euro che, per l'accusa, Diack ha incassato sarebbero stati versati dal corruttore (gli inquirenti ipotizzano si tratti della federazione di atletica della Russia) per coprire alcuni casi di doping riguardanti atleti di quel paese.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








