Trieste, ancora uno stop

Biancorossi battuti a Parenzo dal Novosibirsk
Murphy Holloway al tiro
Murphy Holloway al tiro

PARENZO L’avreste mai immaginato che nemmeno 24 ore dopo essere stata spremuta ben bene dalla Lokomotiv Kuban, la Pallacanestro Trieste avrebbe potuto giocare l’ultimo quarto per vincere contro il Novosibirsk? E invece i biancorossi il finale dell’amichevole di Parenzo l’hanno interpretato proprio così. Partendo dal 62-66 con il quale avevano chiuso la terza frazione e restando sempre incollati agli avversari. Giocando per vincere, come aveva ordinato Praticò, cui Dalmasson ha lasciato quasi interamente la gestione del match, prima che iniziasse il quarto decisivo. A 4’ dalla fine il tabellone diceva addirittura 70-72 e tutto era in gioco, nonostante per scelta tecnica Holloway e Candussi se ne stessero definitivamente in panca già dagli ultimi minuti del terzo quarto, con Marini e Fossati a giocare insieme in area. Poi è successo che negli ultimi minuti, con Carra tornato in panchina con 5 falli, la differenza di caratura e di esperienza siano emerse, qualche scelta di tiro dei biancorossi sia stata eseguita non al meglio e i siberiani hanno messo a segno i punti per vincere il match sull’85-77. Ma per Tonut e soci si è trattato di un altro lungo passo di crescita e una nuova dimostrazione di buone potenzialità.
L’inizio di gara sembrava l’introduzione a una lezione di educazione siberiana, con i muscoli biancorossi ancora imballati dopo Gorizia che proprio non riuscivano a stare dietro agli indiavolati russi, i quali correndo come ossessi e spostando la palla da un versante all’altro, non davano tempo alla difesa triestina di coprire il perimetro e il castigo di dio Anisimov, infallibile dall’arco (4 bombe)dove poteva tirare quasi sempre piedi a terra: 14 punti per lui e 28 per i suoi alla fine del primo quarto, contro i soli 13 di Trieste. Era soprattutto Holloway a pagare pegno alla stanchezza, se ne stava in ombra senza riuscire a tenere il passo della partita.
Poi hanno iniziato a carburare Tonut e Grayson in avanti, le teste e le gambe biancorosse si sono svegliate e la difesa ha iniziato a chiudere tanti spazi ai russi, la cui frenesia spesso controproducente per loro stessi, ha iniziato a svanire, cedendo l’inerzia ai biancorossi, che hanno vinto il secondo quarto di misura, 21-20, e hanno fatto la voce grossa nel terzo (28-18) con i soliti tre tenores Tonut, Grayson e Carra a cantare sul limite alto del pentagramma. Il problema è che oggi come oggi sono soltanto loro a segnare con costanza (61 punti in 3), gli altri portano tanto impegno, ma poca sostanza.
Un’altra conferma per Marini che ieri ha conquistato ancora altri minuti prendendoli a Candussi, una nuova prova monstre per Tonut, atleticamente tracimante nonostante la mononucleosi in corso, e Grayson è già un signor playmaker per la A2. Dovevano essere due massacri annunciati, contro le due russe, così non è stato. Questa Trieste, anche così com’è, non è niente male. In attesa che qualche rinforzo arrivi, prima o poi.

Riproduzione riservata © Il Piccolo