Giro d’Italia 2027, la Grande Partenza punta su Trieste: la nave Vespucci pronta per l'annuncio
Trattativa al 90% tra Fedriga ed RCS per portare la carovana rosa in Friuli Venezia Giulia. Resta da colmare il nodo economico dei 10 milioni

Giro d’Italia 2027, per la partenza ancora tutti gli indizi portano a Trieste e al Friuli Venezia Giulia. E di mezzo si è messa pure una nave della Marina Militare, la più celebre, l’Amerigo Vespucci che lunedì 12 ottobre, il giorno dopo la Barcolana, a Trieste potrebbe ospitare la presentazione della grande partenza della prossima corsa rosa.
Non scriviamo ospiterà, anche se l’autorizzazione della Marina Militare e tutti i preparativi sono stati avviati, perché la Regione ancora non conferma la forma dell’accordo con Rcs. Anzi, la distanza economica tra richiesta e offerta è ancora elevata. A seguire l’operazione in prima persona resta Edoardo Petiziol, portavoce del Presidente della Regione Massimiliano Fedriga, insieme al project manager delle tappe nostrane Paolo Urbani.
Insomma, al 90 per cento il prossimo Giro d’Italia partirà dal capoluogo giuliano, la prossima sarà la settimana decisiva per mettere nero su bianco, c’è una nave, la più bella, ad attendere l’anticipo di carovana, ma mancano le firme.
E senza firme è bene lasciare un 10 per cento di possibilità che il progetto salti.
Perché dietro a questo piano c’è un precedente non da poco, il gran rifiuto del Giro d’Italia a Trieste dell’autunno 2023 con il capoluogo giuliano superato in extremis nella corsa a ospitare il via della seconda corsa ciclistica al mondo dall’Albania.
Anche per quel precedente stavolta le cose andranno diversamente perchè, nel frattempo, Regione ed Rcs dopo un periodo di rapporti freddini hanno ripreso a collaborare con almeno una tappa nelle ultime due edizioni del Giro e la chicca del gran finale del 30 maggio scorso con la Gemona-Piancavallo omaggio al terremoto con tanto di maglia rosa sponsorizzata dal brand “Io Sono Friuli Venezia Giulia” dalla prima all’ultima tappa con il cameo, proprio quel 30 maggio, della maglia con dedica al terremoto.
Il nodo, dunque, è quello dei quattrini: in soldoni Urbano Cairo padrone del vapore di Rcs e della corsa rosa, chiede 10 milioni per la tre giorni iniziale del Giro, contro i 7,5 chiesti nel 2023 prima dello “scippo” albanese, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga fa muro su una cifra inferiore, anche perché la difficile congiuntura economica induce a una certa prudenza seppur per avviare investimenti pubblici dal ritorno economico e turistico assicurato. Perchè l’opportunità è ghiotta: tre giorni di grande ciclismo sulle strade della regione e la carovana rosa che per i preparativi del caso con le oltre mille persone al seguito resterebbe alle nostre latitudini anche nella settimana precedente.
Tre giorni? Con che tappe?
La prima è certa: Trieste-Trieste con un non banale passaggio in Slovenia. Idea di chi ha disegnato il percorso: una frazione movimentata con qualche salita non per forza favorevole agli sprint. Poi sicura Pordenone, capitale italiana della cultura 2027 anche con passaggio-omaggio a Peonis dove il 3 giugno 2027, a proposito di corsi e ricorsi storici cari al Giro che è parte della stria del Paese, fu trovato agonizzante il grande Ottavio Bottecchia. Almeno una ventina di centri poi sperando in una partenza o in arrivo. Insomma, sul piatto c’è un accordo che non avrebbe precedenti nella storia del rapporto tra Giro e il Fvg, da vent’anni saldissimo grazie a quel grande manager che è stato Enzo Cainero.
E attenzione, c’è un alta pista che porta ancora all’estremo Nord Est stavolta via Dolomiti. Ed è la più suggestiva. La mappa del Giro è in via di definizione, a lavorarci da agosto, lasciata la Lidl Trek dopo quasi vent’anni c’è ora anche il nuovo direttore Luca Guercilena. I bene informati tirano in ballo il Bresciano per un arrivo in salita, Montecchio e Vicenza per una crono decisiva nell’ultima settimana e Lienz in Austria che vorrebbe avere una tappa del Giro. E se la penultima tappa della prossima corsa rosa si concludesse sullo Zoncolan, che dal versante di Ovaro non viene affrontato dal Giro 2018 della cavalcata di Froome, sabato 29 maggio 2027 prima del trasferimento a Roma per la confermatissima passerella finale?
Eccolo qui un pacchetto senza precedenti.
Per annunciarlo servirebbe una cornice da favola. Appunto la nave più bella.
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