Trieste ricomincia dall’Under 15

La festa è cominciata subito dopo il fischio finale che nella Play Hall di Riccione ha sancito il 31-22 contro Teramo regalando il titolo italiano agli under 15 della pallamano Trieste. Gioia, abbracci e qualche pizzicotto tanto per realizzare che quello che stava succedendo era tutto vero. Poi cena e trasferimento a Misano dove la squadra è stata premiata sul palco allestito nell’ambito del festival della pallamano Italiana. Trieste alza la coppa e festeggia Daniel Nait e Federico Urbaz, premiati rispettivamente come miglior terzino sinistro e come migliore ala sinistra della fase finale. Ma aldilà dei singoli è stata la squadra, nel suo complesso, a esaltarsi e a fare la differenza. Undici anni dopo il super gruppo del 1993-94, quello che con Postogna, Anici, Michele Oveglia, Pernic e Dapiran vinse tutto quello che c’era da vincere a livello giovanile, ecco un’altra generazione di giovani pronti a ricalcare le orme dei loro predecessori. C’è tempo per arrivare in prima squadra, anche se Claudio Schina è fiducioso sulla possibilità che molti dei suoi ragazzi possano in un futuro neppure troppo lontano affacciarsi sul palcoscenico della serie A.
«La sensazione che questa fosse una squadra con un potenziale notevole me la porto dietro da inizio stagione – sottolinea il tecnico triestino-. Ci sono tante buone individualità, ma è la capacità di stare bene assieme che rende speciale questo gruppo. Sempre pronti a lavorare, sempre disponibili al sacrificio. Siamo arrivati a queste finali nazionali fiduciosi, ma è stato cammin facendo che ci siamo resi conto che ce la potevamo fare davvero. Prima della finale ho detto ai ragazzi di essere loro stessi perché, indipendentemente da come sarebbe andata, avevano disputato una grande stagione».
Parole fondamentali per rasserenarli e togliere pressione quelle di un tecnico che rappresenta il fiore all’occhiello del settore giovanile biancorosso. Passione, competenza e capacità di gestire i ragazzi fuori prima ancora che dentro il campo: un mix di qualità rare da trovare in un allenatore che fanno di Claudio Schina un vero e proprio fuoriclasse della panchina. Ieri i ragazzi sono rientrati nel pomeriggio alla base accolti, all’esterno del palasport di Chiarbola, dal presidente GIuseppe Lo Duca e dal direttore sportivo Giorgio Oveglia. «Li ho ringraziati uno a uno– sottolinea Oveglia– credo se lo meritassero perché a Riccione hanno fatto davvero qualcosa di importante. Per loro stessi, certamente, ma anche per la società che in un momento così difficile della sua storia aveva bisogno di un risultato così importante. Devo ringraziare Claudio Schina, Davide Nait e Massimo Fachin, instancabili fautori di una stagione che ci ha regalato davvero grandi soddisfazioni».
Conclusa con la conquista del titolo tricolore un campionato lungo e ricco di impegni, un po’di riposo per i giovani biancorossi prima dell’ultimo atto ufficiale della stagione. Appuntamento istituzionale per Schina e i suoi ragazzi che verranno ricevuti e premiati in Comune dal sindaco Roberto Dipiazza e dall’assessore allo Sport Giorgio Rossi. –
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