Trieste tradita a Recanati dalla mancanza di leadership
TRIESTE. Sono diventate una consuetudine, negli inizi di stagione degli ultimi anni, le sconfitte in trasferta della Pallacanestro Trieste. È comprensibile: con organici ogni estate più o meno rinnovati e sempre con giocatori giovani e a digiuno di esperienze da titolari, ci può stare che siano spaesati lontano da casa, quando l’ambiente è avverso nel suo complesso. A maggior ragione quest’anno, che il roster è stato praticamente rifatto daccapo. Non c’è continuità sufficiente con l’anno scorso, non tutti sono ancora entrati dentro il loro ruolo, nè hanno ancora digerito appieno il “metodo Dalmasson”. Tutto questo per dire che la sconfitta di domenica a Recanati non è uno stop fuori dalla logica, proprio perchè dal punto di vista temperamentale Trieste è un cantiere ancora aperto.
Poteva essere prevedibile che Pipitone, Baldasso e anche Bossi potessero inizialmente trovarsi in difficoltà nell’approccio e nella personale gestione del match in un ambiente avverso. Un po’ meno lo era il fatto che atleti navigati come Pecile, Prandin, Canavesi e lo stesso Coronica, ormai assimilabile a un veterano, non sapessero trovare la maniera per orientare il match a proprio favore lasciando invece che addirittura tre soli avversari bastassero per metterli sotto e vincere. Il loro compito, facendo da chiocce, è invece proprio questo: trovare la strada, indicarla ai più inesperti e trascinarceli dentro. A Recanati non è avvenuto. Per non dire di Zahariev, che per ruolo e qualità tecniche dovrebbe fare la prima punta e invece già in un paio di occasioni, in questo primo mese di campionato, si è completamente votato all’oblio. È una questione di leadership caratteriale, innanzitutto. Questo manca, al momento. Perchè, come ricorda il coach, «è facile fare i leoni quando abbiamo tremila persone dietro che ci spingono. Se siamo davvero leoni, dobbiamo esserlo ovunque, dentro e fuori casa. Invece in trasferta per adesso abbiamo un approccio completamente diverso rispetto al PalaRubini. E questo non mi piace, non è un segnale di maturità. Valuto la squadra e a Recanati questa non ha avuto alcun leader». (ma.co.)
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