La Triestina di Delli Carri esperta ma con tanti Under

I ruoli clou verranno assegnati ai veterani. Prevista una dozzina di fuori quota

Antonello Rodio

 

Tornare a parlare di calcio giocato, mercato e possibili moduli, è una boccata d’ossigeno per l’ambiente alabardato dopo tante chiacchiere extra campo.

Certo, non tutto è risolto e l’eredità del passato non può essere gettata alle spalle: ci sono una composizione negoziata depositata al Tribunale da rispettare rigidamente, pagamenti da fare, il nodo dello stadio Rocco da risolvere.

Ma almeno è scattata la parte sportiva, con il direttore sportivo Daniele Delli Carri a dirigere l’orchestra. E c’è un allenatore da scegliere nel terzetto comprendente Fontana, Banchini e Iervese. Chiunque sarà dei tre, la strada tecnico-tattica indicata da Delli Carri è già tracciata. Tutti e tre non sono tipi da palla in tribuna, anzi sono stati selezionati proprio per come cercano di far giocare le proprie squadre. Già, ma come giocherà la nuova Triestina?

La via delle due punte

Delli Carri la conosceva già abbastanza, ma dalla serie D mancava da tanti anni e per questo nelle ultime settimane ha studiato per bene la categoria e analizzato soprattutto le squadre vincenti del girone. Maturando la convinzione che per vincere bisogna giocare con due attaccanti. Come si concilia con il fatto che i tre candidati alla panchina hanno soprattutto il 4-3-3 nelle loro corde?

A parte il fatto che tutti hanno dimostrato elasticità e qualcuno ha giocato perfino con la difesa a tre, va detto che la base comune dalla quale Delli Carri vuole partire sono la difesa a 4 e il centrocampo a 3. Poi in avanti le carte si possono mescolare a seconda delle partite e delle necessità. È ovvio che con due attaccanti da mettere in campo il modulo più gettonato sarà il 4-3-1-2, con un trequartista dietro le punte. Ma nel calcio moderno ci vuole ben poco per passare al 4-3-2-1 o allo stesso 4-3-3: per questo Delli Carri sta lavorando per un pacchetto offensivo che, oltre al classico bomber, sia formato da gente che sappia fare più cose. Pertanto oltre alla prima punta strutturata, serviranno seconde punte, trequartisti ma anche esterni che possano ruotare in appoggio alla prima punta.

Il ruolo degli under

In D vige la regola fondamentale degli under: in campo devono esserci sempre almeno uno del 2006, uno del 2007, uno del 2008 (ovviamente possono essere anche tutti del 2008). Questo significa che sostituendone uno, bisogna inserirne un altro della stessa età. Il piano di Delli Carri prevede che ne servano una dozzina, anche perché non è assolutamente detto che ce ne debbano essere solo tre in campo: anzi, la sensazione è che se lo meriteranno ce ne saranno anche di più schierati contemporaneamente. Cosa che fra l’altro non costringerebbe a ricorrere per forza a un altro under in caso di sostituzione.

Ossatura di veterani

Di certo però l’ossatura centrale della squadra sarà fatta da gente di esperienza, come dimostrano le prime mosse di mercato. Pertanto i difensori centrali, il regista e gli attaccanti principali dovrebbero essere over, lasciando gli under a ricoprire ruoli come portiere, terzini ed eventualmente mezzali o esterni. Delli Carri avrebbe voluto tenere molti più under tra quelli che c’erano la scorsa stagione, ma alcuni di loro hanno preferito fare altre scelte: Bagnoli ad esempio è già andato alla Cremonese. Alla fine ne resteranno probabilmente solo un paio, i più gettonati sono il terzino 2008 Demarco e l’attaccante 2007 Caccioppoli.

Il nodo del ritiro

Se il ritardo con cui si è partiti non sembra essere un problema per la costruzione della squadra, potrebbe invece aver reso complicata l’organizzazione del ritiro, perché a quasi metà luglio trovare mete e date disponibili dove portare una squadra a lavorare è molto più problematico. In sostanza la società sta ancora decidendo le date e soprattutto sta vedendo se riuscirà a fare un ritiro esterno o se sarà costretta a una soluzione più casalinga.

 

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