Triestina griffata Ferriera: sponsor e abbonamenti

TRIESTE. La Triestina 1918 ha trovato il main sponsor. Il marchio “Siderurgica triestina” spa proprietaria della Ferriera di Servola, controllata dal gruppo Arvedi, comparirà sulle maglie alabardate già domenica 18 settembre.
Seconda partita al Rocco contro l’Union Feltre, chiusura della campagna abbonamenti, alla vigilia dell’arrivo di Mario Basin (che sabato con parte della fammiglia sarà a Trieste e domenica allo stadio): nulla è casuale. Il gioco ad incastro perseguito da Mauro Milanese mette sul tavolo un altro pezzetto del puzzle. I contatti con gli emissari di Arvedi c’erano stati già in primavera, quando si cercava una strada per salvare il titolo sportivo e la matricola dell’Unione Triestina 2012 dichiarata fallita.
Milanese con il supporto del cugino d’Australia è andato avanti per la sua strada ma ora è andato a chiudere il cerchio. Non è una sponsorizzazione ortodossa ma una novità che potrebbe aprire altre porte alla partecipazione delle realtà del territorio al destino della squadra che la rappresenta. L’azienda, che è il soggetto privato in Italia più strutturato nella produzione d’acciaio (2.077 milioni di euro il fatturato del 2015), con il centro operativo a Cremona (con una lunga partnership con la Cremonese calcio) ha deciso di abbinare il suo marchio all’Unione. Ma ha scelto di raccogliere una proposta avanzata da Milanese.

Non solo denaro per la valorizzazione dell’immagine, ma anche abbonamenti da offrire ai propri dipendenti che a Trieste sono più di cinquecento. Gli operai della Ferriera potranno entrare allo stadio senza toccare il portafoglio. Dei circa centomila euro che arriveranno nelle casse alabardate la metà è destinata all’acquisto di 350 abbonamenti. Circa 200 tessere per la curva, 150 per la Tribuna e una decina per il settore Vip.
«Mi interessava che l’apporto di uno sponsor avesse una valenza sociale - dice l’ammininistratore unico della Triestina Mauro Milanese - perché è importante che chi vive a Trieste si avvicini al calcio. Abbiamo uno stadio bello e grandissimo per la serie D. Vorrei vederlo sempre più pieno. Rimgraziamo il gruppo Arvedi e Siderurgica Triestina per la disponibilità e mi auguro che altre aziende triestine, in relazione alle loro possibilità, proseguano su questa strada».
«Non potevamo che riconoscerci nella volontà di rilancio nazionale della squadra di Trieste - queste le parole del presidente e ad di Siderurgica Triestina, Antonio Lupoli -, perché a nostra volta siamo già impegnati nella sfida per il rilancio di un’altra storica realtà triestina. Siderurgica Triestina ha acquisito la Ferriera di Servola in crisi manifesta e in amministrazione straordinaria ponendosi l’ambizioso obiettivo di risanarla ambientalmente, di riconvertirla e di rilanciarla dal punto di vista industriale. Lo stiamo facendo, nel rispetto del territorio e contribuendo al suo sviluppo: in pochi mesi, non soltanto siamo riusciti a mantenere al lavoro gli oltre 400 triestini che erano già impiegati in Ferriera, ma ne abbiamo già aggiunti di 120 nuovi e altri se ne sommeranno a breve, mentre continuerà a crescere l’indotto generato per le imprese del territorio. Ci sentiamo una grande squadra, per questo che ci siamo riconosciuti nella sfida per il rilancio della squadra calcistica di Trieste e vogliamo fare la nostra parte. L’impegno per la Triestina di tutta le forze positive della città crea le premesse per un futuro che auspichiamo ricco di soddisfazioni».
È una manovra abile da parte dell’azienda viste le tensioni cittadine sulla gestione delle Ferriera. Utile per la Triestina su un piano finanziario e sportivo. È un’operazione che indica un percorso di riconciliazione anche se non sarà indenne da strumentalizzazioni politiche.
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