Triestina, passo falso al Rocco: il Novara passa con il minimo sforzo

Prima sconfitta interna per la gestione Marino: decide un colpo di testa di Da Graca. Esordio per Davis e minuti per il giovane Mullin

Ciro Esposito
Un momento della partita (Foto Lasorte)
Un momento della partita (Foto Lasorte)

Senza pranzo (o ritardato) le cinquecento resilienti anime del Rocco, senza punti la Triestina. Ma soprattutto per la prima volta al Rocco un’Unione senza fame. E non è il risultato negativo a pesare, nè è mancato l’impegno quanto l’incapacità di incidere in un match brutto, come se ne vedono parecchi specie nei finali di stagione. Per venirne a capo servono cattiveria e personalità che la Triestina ha progressivamente perso dal periodo del mercato in giù (di giocatori veramente tosti ed esperti è rimasto il solo Silvestri).

Il turno infrasettimanale avrà inciso e ancor di più l’atteggiamento del Novara che ha sbarrato la strada con una certa pressione e senza la volontà di affondare. Fatto sta che l’Unione non ha costruito quasi nulla o pochissimo, gli ospiti qualcosina in più ma soprattutto hanno trovato quel golletto nella ripresa che ha consentito loro di ottenere il massimo con uno sforzo non certo straordinario. Prima o poi una partita scialba doveva capitare in una stagione pregiudicata dalla penalizzazione ed è capitata al Rocco dove finora Marino non aveva mai perso.

La difesa inventata

Senza Silvestri e e Silvestro (out per infortunio) il tecnico dell’Unione si è inventato un Anton centrale, Davis e Anzolin anche per evitare eccessive pressioni e rischi a Kosijer. Ma il problema più che dietro, con i protagonisti che non hanno sfigurato, è stato il recupero palla e la fluidità della manovra offensiva. Molta imprecisione e poca intensità hanno spianato la strada a un Novara che è squadra che finora ha perso in solo cinque occasioni collezionando una sequenza da record di pareggi e che comunque grazie ai 3 punti del Rocco si è messo in posizione tranquilla. Mentre nell’Unione il count-down verso la matematica retrocessione si avvicina di un’altra frazione.

Il ritmo scarso 

L’Unione comincia il match con equilibrio e confeziona anche una palla-gol dopo 8’ grazie a un buon rasoterra dalla distanza di Ascione intercettato con prontezza da Boseggia. I piemontesi non forzano la mano e l’Unione ha il difetto di adeguarsi all’andazzo di una sfida da sbadigli.

Senza un sussulto 

Nella ripresa i tifosi erano abituati a un cambio di ritmo deciso della Triestina in versione Marino. E invece il centrocampo degli ospiti regge con tenacia e gli spazi non si aprono. Dossena lancia sin dal primo minuto Da Gracia, Marino sostituisce in avvio Faggioli con un Kljajic che dimostra subito di non essere molto in palla. Il gioco si sviluppa in un batti e ribatti che non lascia spazio ad emozioni. La sensazione è che sia la classica contesa da nulla di fatto.

La rete decisiva 

E invece su un corner nato per caso (Matosevic devia una palla che non sarebbe andata in porta) ecco che il Novara trova lo spunto vincente. Da Gracia è piuttosto libero e non deve nemmeno saltare per la deviazione di testa che si infila nell’angolo. Marino tenta qualcosa con i cambi e soprattutto con l’ingresso del giovane (2006) Mullin al posto di Ascione. Anton non ce la fa più e arriva il momento di Kosijer. Il ragazzino fa vedere vivacità e spunto sulla destra ma i compagni non sono in gran giornata. Un suo traversone non trova nessuno pronto a raccogliere.

Finale senza assedio 

L’Unione rischia di subire il bis del Novara in contropiede (bravo Matosevic) ma non ha la forza per gettarsi all’assalto alla ricerca di evitare la sconfitta. Dopo il 4-0 di Meda anche un punticino sarebbe servito non per la classifica per dare stimoli al gruppo. Tra le buone notizie ci sono le prove dei quasi debuttanti (Anton e Davis in difesa) e la vivacità del giovanissimo Mullin al quale non mancano corsa e carattere. È un po’ poco ma di questi tempi bisogna accontentarsi, aspettando che la società renda esplicito il suo programma per il futuro.

 

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