La Triestina trova un pari sul campo della Pro Patria: finisce 1 a 1

L’Unione prosegue nella sua orgogliosa striscia positiva di un campionato con la retrocessione già scritta

Ciro Esposito
Un momento del match tra Pro Patria e Triestina (Lasorte)
Un momento del match tra Pro Patria e Triestina (Lasorte)

Pro PATRIA – TRIESTINA 1-1
Marcatori: st 9’ Silvestri; 40’ Mastroianni su rig.

 

Una decina di inossidabili tifosi alabardati da una parte, pochi di più ugualmente resilienti nella tribunetta bustocca. Inossidabili come il gemellaggio che da decenni unisce la Trieste calcistica a quella di Busto. Il pareggio che matura allo Speroni, teatro in passato di ben altre contese, è il più logico dei risultati.

L’1-1 alimenta l’orgoglio alabardato alla terzultima stazione di un Calvario e indirizza il destino della Pro Patria verso una caduta negli inferi della D al pari degli amici-rivali dell’Unione. Un segno del destino che giunge al termine di una partita soporifera quanto a ritmo ma che mostra come questa Triestina sia rimasta una squadra, ben superiore a quella lombarda, contro tutte le logiche del calcio. Perchè a tre settimane dalla retrocessione il gruppo di Marino è riuscito a conseguire il terzo risultato positivo di fila con due rimonte subite negli ultimi minuti sia al Briamasco che allo Speroni.

Dopo la rete di Silvestri tutto sembrava apparecchiato per la seconda vittoria stagionale lontano dal Rocco ma un intervento scellerato di Tonetto (in affanno) e il conseguente rigore di Mastrioianni ha ricondotto il risultato a un esito più consono a un gemellaggio storico tra due club in caduta.

I tasselli mancanti

Non c’è partita ormai da mesi nella quale Marino possa schierare gli undici di partenza del match precedente. Stavolta a marcare visita è D’Urso, il trequartista in forma crescente. Il recupero al centro della difesa di Silvestri è un toccasana anche perché il giovane Kosijer migliora con una guida navigata. A ridosso delle punte c’è Ascione.

La frazione tranquilla

La Pro Patria non parte certo con il piglio di chi ha bisogno della vittoria a tutti i costi. Il merito è anche dell’Unione molto più articolata nel palleggio specie quando ritmo e intensità sono bassi. È evidente che le emozioni stiano altrove. Bravo Matosevic a respingere una conclusione di Desogus al 12’, poi alla mezz’ora rete annullata all’Unione su iniziativa di Vertainen e infine gran parata di Sala su destro di Ascione.

Vantaggio e recupero

La seconda parte della gara viene recitata sul copione del primo atto. L’Unione gestisce meglio, la Pro Patria butta palle avanti sperando. Il jolly lo pesca in apertura Silvestri abilissimo a sfruttare di testa un corner calciato da Jonsson: palla imprendibile nell’angolino e vantaggio alabardato. La Pro Patria cambia uomini e schemi ma sul piano tecnico commette troppi errori. Va alla conclusione con il neo-entrato Citterio ma Matosevic è sveglio.

La sensazione è che solo un episodio possa cambiare un risultato ineluttabile. L’occasione arriva al 40’: Orfei a destra salta Tonetto che lo stende. Il rigore è evidente e Mastrioianni è preciso nel calciare rasoterra alla destra di Matosevic. Il match di fatto finisce nonostante qualche tentativo disperato della Pro Patria. L’Unione avrebbe potuto vincere ma è giusto così. Anche per la liason storica che tutti si augurano si possa rinverdire allo Speroni e al Rocco.

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