Triestina: Puglia, Cergol e Labate si dimettono

Nella seduta di ieri decade il consiglio di amministrazione. L’assemblea che si terrà tra dieci giorni determinerà gli assetti
Lasorte Trieste 08/08/12 - Sala Giunta, Conferenza Stampa Triestina 2012
Lasorte Trieste 08/08/12 - Sala Giunta, Conferenza Stampa Triestina 2012

TRIESTE. Le diverse visioni strategiche di gestione dell’Unione (rumors che circolavano già da settimane) da ieri hanno nomi e cognomi. Nella riunione del Consiglio di amministrazione, che si è protratto in sede per un paio d’ore, l’amministratore delegato Andrea Puglia e i due soci e consiglieri Labate e Cergol (vicepresidente) hanno rassegnato le dimissioni. La conseguenza giuridica è che, avendo rinunciato all’incarico la maggioranza dei consiglieri, il cda resta in carica solo per l’ordinaria amministrazione, e che quindi tra dieci giorni (il 28 giugno), come prevede lo statuto, si terrà l’assemblea dei soci (che poi sono Zotti, Curreli e gli stessi Puglia, Labate e Cergol) che avrà all’ordine del giorno la nomina degli amministratori.

Nel frattempo gli stessi Puglia, Zotti e Curreli garantiranno la gestione e soprattutto allestiranno la documentazione da inviare a federazione e Lega per l’iscrizione all’Eccellenza e probabilmente anche per la richiesta di ripescaggio in serie D. In assoluto non è un bel segnale ma diventa certo che il fatidico 28 giugno sarà fatta chiarezza su chi, cosa e come si voglia affrontare la prossima stagione. In questa settimana abbondante potrebbe essere messo a punto qualche progetto dettagliato come ha annunciato nei giorni scorsi il presidente Zotti. «Ho preso atto con un certo stupore delle lettere di dimissioni - commenta Zotti al termine del cda - ma voglio rassicurare tutti che la Triestina va avanti. Perché al di là delle posizioni dei soci la cosa più importante è salvaguardare questo patrimonio della nostra città».

«Ho voluto dare un segnale forte - dice l’ad Andrea Puglia - perché non c’è più tempo da perdere e la società deve essere messa in condizioni di lavorare in vista di un’altra estate intensa per l’Unione».

Insomma tutte le carte saranno scoperte tra dieci giorni auspicando che ci siano carte da giocare. Nell’assemblea Puglia, Cergol e Labate hanno la maggioranza in virtù del 60% di azioni dell’Unione Sportiva 2012 (tre quote del 20% ciascuno) e quindi possono determinare le nomine.

Ovviamente ciascuno dei soci (Zotti e Curreli compresi o anche un soggetto terzo) potrebbe offrire di acquistare le azioni sempre che uno o più soci avessero intenzione di vendere. Ma sono scenari al momento prevedibili.

Il fatto è che, al di là della scacchiera societaria, la Triestina avrà un futuro se ci saranno le risorse finanziarie e se sarà strutturata in modo più articolata l’organizzazione societaria anche sul piano sportivo. È evidente che un assetto societario definito e definitivo è condizione indispensabile per aprire una negoziazione con soggetti terzi (Zamparini in primis). I tempi per l’iscrizione ai campionati non sono strettissimi ma non è che si possa più di tanto gigioneggiare. Se poi c’è la volontà espressa, questo sembra almeno all’unanimità, di tentare l’avventura in serie D (e dalla Lega pare arrivino segnali incoraggianti) ci vogliono molte più risorse di quante messe sul piatto per il campionato di Eccellenza appena concluso. Qualcuno dovrà assicurare un assegno a cinque zeri. Perché in questa prima stagione della nuova era post-fallimento gli attuali soci hanno fatto fatica a far quadrare i conti nonostante un notevole sconto sull’utilizzo del Rocco, l’apporto di Zamparini e quello di alcune realtà del territorio. E non da ultimo lo straordinario attaccamento (che significa anche denari) del popolo alabardato. Ai tifosi non resta che incrociare le dita e aspettare l’incontro del 28 giugno.

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