Triestina, un altro anno al top e la riconferma di Gautieri

TRIESTE
L’uscita dai playoff impossibili immeritata e macchiata da un errore arbitrale macroscopico fa male. Ed è logico che una società sulla quale Milanese ha speso grandi energie e Biasin ben oltre 10 milioni di euro metta in campo ogni azione per difendersi. Ma quanto successo a Potenza fornisce anche una lezione chiarissima sul calcio italiano. Il modus vivendi dello sport più amato è la fotografia di un Paese nel quale la furbizia (vedi la gestione degli ingressi al Viviani in teoria a porte chiuse) prevale sul merito, l’aggiramento delle regole vale più del loro rispetto, il Palazzo è lontano dal Paese reale e qualche buona relazione con il Palazzo stesso può avere un peso. Altro che il calcio inglese o europeo che Milanese ha vissuto e che vorrebbe vedere anche alle nostre latitudini. Succede sui massimi palcoscenici figuriamoci in serie C i cui interpreti più esemplari dimorano da Roma in giù. Insomma, per lavorare in un ambiente un po’ più professionale e redditizio, la Triestina deve lasciare il prima possibile le sabbie mobili della C. Un ex presidente dell’Unione diceva: «Sotto la B in Italia non si può fare calcio».
Tre anni di terza serie hanno fatto chiarezza. Non c’è da sorprendersi dunque se Milanese, come accennato nella nota di ieri, sottolinea come a giugno tirerà i conti con Biasin. La società vuole giocarsi in questa stagione il tutto per tutto. Anche perché dopo cinque anni di gestione è logico tirare una linea. E bene ha fatto l’amministratore unico a confermare a parole (manca l’ufficialità) Gautieri. «Rinnoverò il contratto al mister perché da gennaio e anche ai playoff questo gruppo ha fatto bene» ha detto il giorno dopo Potenza Milanese. Davanti c’è una stagione con tante incognite: la pandemia darà una tregua? I tifosi potranno tornare negli stadi? Gli sponsor saranno economicamente in grado di investire? E infine ci sarà nella stagione successiva la tanto invocata riforma dei campionati? In una situazione così la Triestina ha la possibilità di programmare la stagione da subito. E questo potrebbe essere un vantaggio da non sottovalutare. Gautieri può contare su un gruppo motivato e che conosce. Milanese dovrà integrare la rosa con cinque-sei innesti (alcuni se ne dovranno andare) migliorando la squadra magari senza far lievitare il budget visto che il mercato post-coronavirus dovrebbe calmierare gli ingaggi e lasciare parecchi buoni giocatori, anche di categoria, senza ingaggio.
Perché è ancora più evidente, dopo quest’ultima traumatica esperienza, che vincere i playoff è impresa difficilissima. E allora il primo obiettivo è quello di costruire la promozione nella regular season. Senza proclami ma con le idee chiare e il lavoro sul campo. A Trieste non succede dalla Triestina di De Falco e Ascagni. La sensazione è che da settembre in poi l’Unione si giocherà una chance unica. O forse l’ultima. —
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