Ufm, il ritorno di Totò l’ex: «Che emozione, grazie tifosi»

L’attaccante ora al Belluno ha affrontato il club monfalconese nel quale è cresciuto «Ci avete fatto sudare, segno che il potenziale per risalire la classifica c’è»
PERONA - BELLUNO TAMAI - PRIMA PARTITA DI CAMPIONATO DEL BELLUNO CONTRO IL TAMAI -BELLUNO - TAMAI- CALCIO - SERIE D
PERONA - BELLUNO TAMAI - PRIMA PARTITA DI CAMPIONATO DEL BELLUNO CONTRO IL TAMAI -BELLUNO - TAMAI- CALCIO - SERIE D

MONFALCONE. Veni, vidi, vici. Un po' come Giulio Cesare, Totò Acampora è ritornato sul palcoscenico di mille antiche battaglie, ha visto da vicino "sua" Ufm sprofondare ancor più in classifica e nel frattempo ha vinto con il "suo" Belluno il terzo combattimento di fila. L'esultanza, il godimento per aver contribuito a far volare la propria squadra è stato comunque mitigato dall'amore per il suo passato, per quella casacca che ha onorato per nove anni portandola con onore in giro per il Triveneto. E non è stato semplice mettere da parte l'emozione iniziale nel calcare il fondo del "Comunale" come ai vecchi tempi, un paio di sgommate delle sue e la sensazione (condivisa da molti spettatori) che la sua assenza in seno all'Ufm pesa eccome: «È stato un effetto strano, nei due giorni precedenti ci ho pensato parecchio, poter giocare nuovamente in quella che considero la mia casa calcistica. Davanti a molti amici ed agli ex compagni con i quali conservo ottimi rapporti non è stato facile, almeno nelle prime battute perchè le gambe non giravano come dovevano. Alla fine, acclamato dai tifosi monfalconesi con il coretto che mi ha accompagnato tantissime volte, il mio saluto non poteva che essere altrettanto emozionato».

Niente vendetta diretta, il gol dell'ex, e qualche difficoltà nel prendersi il sacco grande, come l'hai vista? «Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata, la classifica imponeva all'Ufm di darci dentro, è stata dura trovare spazi utili e infatti le opportunità - spiega Totò Acampora - non sono state numerose. Abbiamo puntato sulla manovra corale che si è intravvista a fasi alterne».

Biancazzurri con un piede nel baratro? «Macchè, avevamo appena affrontato la Sacilese che tra mille problemi societari non se la spassa bene, come i pordenonesi anche l'Ufm ci ha fatto sudare e questo è un segnale che la squadra c'è. Non è facile quando non vinci, l'ho provato anche sulla mia pelle a Monfalcone, l'unico rimedio è non mollare mai per non perdere il treno, almeno fino a dicembre quando si potrà ricorrere ai correttivi dovuti. Niente calcoli, continuare a lavorare sodo perchè a novembre non si può ritenersi spacciati».

A livello personale, come è andata questa partita? «Con Marta prima e Farinazzo poi mi alternavo là davanti, seppure non al top fisicamente penso di essermi meritato una buona sufficienza. Ho duellato direttamente con tutti gli ex compagni biancazzurri proprio perchè ho svariato parecchio, una gara più di quantità che di qualità perchè ho dovuto rincorrere e pressare».

Matteo Marega

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