Un solo «no» alla proposta di fermare tutta l’attività

GORIZIA
C’è chi si è fermato del tutto, sposando con convinzione (seppur non priva di dispiacere) l’appello arrivato dal presidente del comitato regionale della Figc Ermes Canciani, chi ha messo in stand-by la prima squadra ma continua a organizzare gli allenamenti del settore giovanile, e chi invece dice “no”, e, nel rispetto dei protocolli ufficiali della federazione e delle norme di distanziamento anti Covid, prosegue con l’attività settimanale sul campo di grandi e piccoli.
CHI NON SI FERMA L’unica società che non ha imposto uno stop agli allenamenti è l’Unione Friuli Isontina. «Si allenano tanto la prima squadra quanto le giovanili, anche se, ci teniamo a sottolinearlo, nel massimo rispetto dei protocolli e delle norme di sicurezza – dice il presidente Enrico Graziano -. E questo non solo per l’aspetto sportivo, ma anche per offrire un’occasione di sfogo e incontro ai nostri tanti giovani ormai chiusi ore e ore in casa. Credo che le parole di Canciani abbiano creato un po’ di confusione, perché i protocolli ufficiali della Figc chiariscono bene come e cosa si può fare in questo momento».
I DISTINGUO DELL’ISM Una posizione mediana è quella adottata dall’Ism Gradisca, che ha fermato da tempo la prima squadra, ma sta proseguendo l’attività per il settore giovanile (ovviamente senza poter utilizzare gli spogliatoi), considerando anche il “valore educativo e sociale” di questa attività, come sottolinea il vicepresidente del club gradiscano Tonon.
IL FRONTE DEL SÌ Ben più nutrito invece il fronte del “sì”, quello delle società che hanno seguito l’imput di Canciani. Ferme del tutto Pro Gorizia, Juventina, Villesse e Pro Romans Medea. «Non è il momento di rischiare, serve senso di responsabilità», dice il presidente della Pro Gorizia Franco Bonanno, che spiega anche come far allenare i più piccoli senza docce e spogliatoi rischierebbe di favorire malanni di stagione, non proprio l’ideale ai tempi del Covid.
Sono concordi con Bonanno sulla necessità di non rischiare anche il collega biancorosso della Juventina Marco Kerpan e quello giallorosso del Villesse Aldo Grignolo. «Sappiamo che ci sono posizioni differenti sul tema, ma la nostra idea è quella che bisogna fermarsi – dice anche il numero uno della Pro Romans Medea Daniele Cumin - Non ci sentiamo di far correre rischi ai nostri atleti e alle loro famiglie in questo momento».
QUI SECONDA In Seconda categoria tutti i club sono allineati alla linea del duo composto dal presidente del comitato regionale del Coni Giorgio Brandolin e dal numero uno del calcio in Friuli Venezia Giulia Canciani sullo stop agli allenamenti individuali, così come il Mossa in Terza categoria.
Le posizioni delle società però si diversificano entrando nel dettaglio: c'è chi concorda pienamente con l'idea di fermare tutto, e c'è invece chi ritiene che l'attività giovanile sarebbe potuta proseguire -ovviamente nel rispetto delle normative esistenti - proprio come quella scolastica.
È il caso dell'Azzurra: «Siamo d'accordissimo con il suggerimento di fermarci: discorso diverso - spiega la società goriziana - andrebbe fatto per quanto riguarda i ragazzi delle giovanili. Si fermeranno anche nella nostra società ma per loro lo sport rappresenta un'attività essenziale e se comunque vanno a scuola non vediamo cosa possa cambiare far loro svolgere un'ora di sport senza usare gli spogliatoi».
L'ultima a fermarsi è stata la Cormonese: «Ci adeguiamo: da qualche giorno abbiamo sospeso anche gli allenamenti individuali delle giovanili. Ma ciò che ci suggerisce l'esperienza di questi mesi - sottolinea il presidente Marco Skocaj - è che gli spazi calcistici non sono rischiosi: abbiamo avuto finora solo un caso di positività tra i ragazzi degli Esordienti, ed il contagio è avvenuto in altro ambiente diverso da quello sportivo».
Il Mossa «vorrebbe iniziare di nuovo gli allenamenti individuali altrimenti la squadra perde tutta la preparazione svolta finora, ma non è il momento per dare priorità al nostro amato calcio». Davanti a tutto "salute e lavoro" anche per il Sovodnje.
Stop ad ogni attività al campo d'allenamento è stato deciso anche dai responsabii di Moraro, Fortezza, Audax e Piedimonte. —
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