Una Triestina con poco slancio: resa a Milinkovic e Immobile

Unione sconfitta per 5-2 nel test di Auronzo. Segnano Codromaz e il giovane Marzola. I nuovi giocano solo nella ripresa

dall'inviato

Ciro Esposito

AURONZO. Triestina imballata e multi-modulo, Lazio di un altro pianeta e più preparata. Il primo test finisce 5-2 per i biancocelesti di Inzaghi. Dopo sei giorni di lavoro e alla prima prova sul campo le riflessioni sull’Unione sono solo un esercizio virtuale. L’Unione non ha retto l’urto laziale, faticando a centrocampo con Coletti e Maracchi aiutati da Beccaro e il tecnico ha cambiato in corsa per tamponare. Un segnale da non trascurare ma enfatizzato dalla presenza di Lulic, Milinkovic e Luis Alberto che in C non ci sono. Discrete indicazioni dai nuovi Scrugli, Giorico e soprattutto dal giovane Salata tutti impiegati solo nella ripresa. Il migliore degli alabardati è stato Granoche.

Sono passati tre anni da quando l’amichevole di lusso, quella della tradizione, quella cara agli ultras gemellati, è tornata. Un ritorno che ha segnato per l’Unione lo spartiacque tra gli inferi dei dilettanti e il mondo dei professionisti. Si ricomincia da Auronzo ma si riparte dall’overtime del Rocco. Non sarà semplice ma l’obiettivo è quello di far meglio del secondo posto. Cioè vincere. Il pubblico c’è e ci crede e gli oltre duecento supporter giunti in Cadore lo manifestano. All’ombra delle Tre Cime (ovattate da nuvoloni minacciosi) stavolta i tifosi ritrovano quasi tutti gli stessi ragazzi osannati e consolati il 9 giugno. In attesa dell’ufficialità dell’arrivo dell’ala destra Gatto (che fatica con l’Entella a Sappada) le novità sono Daniele Giorico a centrocampo, Andrea Scrugli nel ruolo di terzino destro, il baby terzino Ermacora e il giovane Alberto Salata come guastatore offensivo. Ma Pavanel non li schiera in campo al fischio d’inizio. Non c’è il problema di amalgamare ma di perfezionare e soprattutto di stimolare una squadra che già c’è ed è competitiva. La Lazio di Simone Inzaghi è da anni tra le top ten italiane e ad Auronzo lamenta parecchie assenze. L’Unione parte con Beccaro a destra e Mensah a sinistra mentre Maracchi e Coletti hanno il loro bel da fare a centrocampo con Milinkovic e Lulic. E proprio da un cross di quest’ultimo arriva il primo gol con un’incornata di Immobile non trattenuta da Offredi (8’). La Lazio ha un altro passo e verticalizza nel burro. Offredi in uscita salva bene sul neoacquisto Lazzari. Correa entra in area e Lambrughi lo stende: lo stesso Correa trasforma il rigore.

Si fa vedere anche la Triestina con un ottimo assist di Maracchi per Granoche e diagonale deviato in angolo in extremis (24’). Partita comunque vivace e Offredi nulla può sullo stacco monumentale di Milinkovic (33’) su spunto di Immobile. Pavanel allora cambia in un 4-3-3 con Costantino largo a destra e Beccaro interno sinistro a centrocampo. L’Unione è più propositiva e presente in mezzo ed è Maracchi di testa a impegnare non poco Guerrieri.

Si riparte con Giorico per Coletti, Procaccio per Beccaro, Steffè per Cosatntino e Scrugli per Formiconi. Si gioca con il 4-2-3-1 con Granoche punta unica, Giorico e Steffè davanti alla difesa. E la Triestina segna subito: punizione di Frascatore e intervento sul secondo palo di Codromaz. La Lazio replica con un’incornata di Caicedo che fa cinquina poco dopo in contropiede. Giorico si fa apprezzare per la pulizia e l’ordine, Scrugli per la grinta. Pavanel dà fiato a Maracchi per i debutto di un Salata molto vivace che fa vedere ottimo spunti. La Lazio finisce in dieci per infortunio a Vavro mentre il giovane Marzola, da vice Granoche, trova lo spunto vincente sotto porta e segna un gol da raccontare ai nipotini. Giù il sipario. Pavanel ha tanto da lavorare. —

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