«Valentino Rossi alla Yamaha farà bene ma...»

Il campione uscente della Superbike: «Per il titolo sarà sfida Lorenzo-Pedrosa»
Di Alessandro Taraschi
20040606-MUGELLO-SPR: MOTO GP; GRAN PREMIO D'ITALIA., VITTORIA DI VALENTINO ROSSI. Valentino Rossi insegue Max Biaggi CARLO FERRARO /ANSA/JI
20040606-MUGELLO-SPR: MOTO GP; GRAN PREMIO D'ITALIA., VITTORIA DI VALENTINO ROSSI. Valentino Rossi insegue Max Biaggi CARLO FERRARO /ANSA/JI

DALLA PRIMA DELL’INSERTO

di ALESSANDRO TARASCHI

Lasciare al top. Il sogno di tutti i campioni. Max Biaggi ci è riuscito. Lo scorso anno ha trionfato nel campionato Superbike, portando per la quinta volta (delle sei totali in cui il pilota romano ha conquistato il numero 1) un binomio italiano in cima al mondo. Biaggi e l’Aprilia hanno scritto pagine di storia prima nella 250 e poi in Superbike. Come storici sono stati i duelli tra Max e l’eterno rivale Valentino Rossi. In pista e fuori. Oggi dopo una carriera ultraventennale Biaggi ha abbandonato la sella e ha messo le cuffie delle telecronache Superbike. In pista si battono per diventare suoi eredi. Rossi dal canto suo è di nuovo alla Yamaha, per risorgere dopo due anni difficili in Ducati, in un Motomondiale sempre più spagnolo. Tanti i temi che Max non ha paura di affrontare, aprendo il gas e staccando all’ultimo, proprio come faceva in pista.

Che effetto le fa aver tolto casco e tuta?

«È come se mi avessero tolto una parte di me. Le competizioni ti portano una carica di adrenalina pazzesca e farne a meno non sarà semplice. Dall’altra parte però sono sereno e felice di aver chiuso da campione del mondo la mia carriera ventennale».

Le prime impressioni nel nuovo ruolo di commentatore?

«Stare davanti a un microfono e commentare le gare dà un feeling del tutto nuovo, mi ci vorrà del tempo per abituarmici. È una nuova vita. Ma è divertente».

Per lei è il secondo grande passaggio, prima c’era stato il salto dal Motomondiale alla Superbike, allora cosa cambiò?

«Be’, quel cambio è stato forzato. Quando finalmente decisi di prendermi un anno sabbatico ero deluso, ma poi è arrivata la proposta Superbike e mi si è aperto un mondo nuovo fatto di entusiasmo e competizione genuina. Una mano santa. Rigenerante».

Veniamo al Motomondiale che sta per aprirsi. Il tema principale, almeno in avvio,sarà rivedere Valentino Rossi sulla Yamaha. Che impatto potrà avere?

«Portare di nuovo Rossi alla guida di una Yamaha è stato fortemente voluto dall’organizzatore della MotoGp, per cercare di dare più interesse a quel campionato, che ha perso molto negli ultimi anni. Per Rossi è un occasione d’oro. Tornerà a divertirsi. Non dimentichiamo che guiderà la moto campione del mondo».

Crede che la coabitazione con Lorenzo sarà producente? Chi ne avrà i maggiori benefici e chi la patirà?

«All’inizio Rossi ne avrà più benefici e tutto sarà idilliaco. Poi dipenderà dai risultati. Jorge Lorenzo è il numero uno in carica e venderà cara la pelle, ne sono certo».

Il progetto Rossi-Ducati è naufragato malamente. Lei che idea si è fatto?

«La mia idea è la stessa di tutti gli altri. Sono stati due anni di difficoltà senza mai un acuto. Tutti si aspettavano grandi risultati, visto anche il titolo mondiale che aveva vinto Casey Stoner pochi anni prima (nel 2007 appunto con la Ducati, ndr), ma non è stato così».

Restando alla Ducati pensa che potrà rialzarsi e tornare a essere competitiva?

«Non è semplice rispondere a questa domanda, ma se lavoreranno con metodo migliore potranno fare sicuramente meglio».

Torniamo a Lorenzo: secondo lei potrà essere il nuovo “cannibale” del Motomondiale?

«Lo è già. L’anno scorso ha vinto il Mondiale e il suo risultato peggiore è stato il secondo posto. Non ho mai visto nessuno fare una cosa del genere».

Il suo rivale principale sembra poter essere Dani Pedrosa. La Honda tornerà in vetta?

«Pedrosa è in grande ascesa e farà bene ma non sottovalutate Marquez lui sarà la rivelazione 2013, scommettiamo?».

Marquez del resto ha già fatto alzare molte sopracciglia nei test, specie in Texas, pensa che possa concorrere subito per il titolo?

«Come ho detto farà bene e impressionerà, però è sempre un debuttante e forse potrà incorrere in qualche errore per questo».

Chi sono dunque i suoi superfavoriti?

«Lorenzo e Pedrosa».

Quali potranno essere le sorprese?

«Mi ripeto ancora: Marquez»

Gli anni del dominio italiano sono ormai un ricordo, hanno lasciato il posto all’egemonia spagnola. Quali crede che siano i motivi?

«Non possiamo prevedere quando nascono dei talenti, però possiamo migliorare l’organizzazione del vivaio italiano investendo un po’ di più».

Pensa che l’Italia potrà riconquistare il ruolo di leader?

«A breve non credo proprio, mi auguro possa farlo in un futuro non lontano».

Superbike e Motomondiale, chi meglio di lei può fare un paragone? Quali i pregi e i difetti dell’una e dell’altra?

«Lo dirò proprio in sintesi: nella MotoGp ci sono molti più interessi e più soldi, ma in Superbike ci si diverte moltooo di più… parola!»

L’interesse verso il Motomondiale sembra in calando, quali sono secondo lei i motivi?

«Risposta molto semplice: la mancanza di spettacolo. È l’anima del commercio. Anni fa non era così. La Superbike invece è elettrizzante con tantissimi sorpassi e colpi di scena, vale proprio la pena andarla a vedere».

@alestar3

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