Zamparini non basta serve un apporto di questa città “pigra”
CIRO ESPOSITO. La firma di Zamparini sul contratto di sponsorizzazione (e il diritto di prelazione sulla maggioranza delle quote) è il fatto più positivo e concreto nel desolante panorama degli ultimi anni che hanno portato l’Unione alla deriva. Positivo ma non risolutivo. I tifosi, quelli che non hanno mai abbandonato l’Unione, hanno ragione a preoccuparsi del futuro. Perché Zamparini, che è un imprenditore scaltro e uomo che sa di calcio, non è arrivato a Trieste come un Messia. Non ha scalzato Zotti e soci che, pur tra molte difficoltà ed errori, si sono fatti carico di un peso anche eccessivo per le loro spalle. Oltre a perseguire una legittima opportunità di business il tycoon di Aiello aspetta di capire cosa voglia fare la città. Nemmeno due anni fa era nata la “Trieste per l’Unione”, un gruppo di benestanti coagulati dal vicepresidente di Assindustria Vittorio Pedicchio. Prima volevano affiancare Fantinel e, dopo aver visto i conti, hanno fatto benissimo a starsene alla larga. Poi sembravano intenzionati a voler salvare la società dal fallimento ma senza riuscirci. Ognuno ha diritto di fare i suoi conti ma adesso, con un imprenditore di rango uscito allo scoperto, potrebbe essere il momento giusto per battere un colpo. Il futuro della Triestina, oltre che sul campo, si deciderà attorno a un tavolo tra due mesi. Un sussulto della città sarebbe opportuno. Giocare su quel tavolo dei denari ma soprattutto fornire un contributo di idee potrebbe essere un buon viatico. In questa città senza imprese ci sono comunque dirigenti e tecnici che hanno fatto esperienza nel mondo dei professionisti. I nomi? Marco Cernaz, Adriano Del Prete, Franco Zadel, Massimo Pavanel, Ruggero Calò, lo stesso Maurizio Costantini solo per citarne alcuni senza voler far torto e escludere altri. Un tavolo con lo staff di Zamparini, in sintonia con chi vuole starci degli attuali soci (e magari con l’apporto di altre realtà sportive) potrebbe inaugurare una nuova via. Perché se può dare fastidio l’effetto colonizzazione bisogna anche essere capaci di mettersi in gioco. Nascondersi e aspettare che Zamparini porti l’Unione in Champions League sarebbe l’ennesima conferma che questa città sul piano sportivo (e non solo) è votata all’estinzione.
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