Zanuttig dà la scossa all’Ufm: «Bisogna cambiare la mentalità»
MONFALCONE. Ogni baldanzosa speranza della vigilia si è affievolita con l'avvicinarsi del tanto atteso evento sportivo: tra il dolcetto (quei "maledetti" tre punti che tardano ad arrivare sulla ruota di Monfalcone) e lo scherzetto (quello perpetrato dal Fontanafredda), l'Ufm si è pigliata il secondo.
Senza strafare i pordenonesi, scesi al "Comunale" piuttosto abbottonati con l'intento del «primo non prenderle», hanno solamente dovuto attendere il momento buono per colpire, alzare ulteriormente le barricate e portarsi a casa l'intero bottino: quattro punti in undici giornate condannano senza appello l'undici monfalconese al ruolo di fanalino di coda, e sarà dura rialzarsi se le premesse sono quelle di una squadra con i limiti che tutti conoscono. Avversario sulla carta abbordabile e appetibile, ai biancazzurri sono mancate quelle prerogative necessarie ad un team che vuole salvarsi o che almeno prova a farlo: quella "fame" che solo qualche singolo ha avuto, inutile fare nomi.
«Il Tamai ci è stato superiore, con il Calvi Noale e Fontanafredda non ho visto tutta questa differenza di valori in campo. Quando ti fai gol da solo in quel modo, la perdi perchè in un periodaccio del genere fai fatica a ritrovare la bussola. Crollano tutte le certezze che ti sei faticosamente costruito in settimana - e mister Zanuttig avrebbe messo la mano sul fuoco dopo una settimana nella quale le risposte erano state positive - e ogni singolo errore lo paghi severamente. L'autentico infortunio sul loro vantaggio, uno spiovente che arriva dalla metà campo altrui in quel modo non avrebbe dovuto destare la minima pericolosità, la necessità di due cambi forzati e mettiamoci pure quel "solo" chiamato a Pratolino che lo ha tratto in inganno per il secondo patatrac: errori madornali che sono i primi da cancellare se vogliamo invertire la rotta quanto prima». Aggiungiamo che venerdì sera Miraglia ha subito una botta alla tibia che lo ha tolto di mezzo vanificando ogni situazione di gioco (copertura o incursione che sia) provata e riprovata in allenamento in settimana con il generoso stantuffo nella formazione-tipo.
Ma è l'atteggiamento che non è andato giù al trainer biancazzurro: «I mezzi per portare a casa il risultato sono ben altri, c'è da cambiare la mentalità di molti giocatori perchè veramente in pochi hanno assunto le credenziali del "manovale", ossia di quello che deve badare unicamente al sodo. Sappiamo che sarà dura ma abbiamo il dovere di crederci fino in fondo, io non mi abbatto e questo deve essere ben chiaro a tutti». Chi ci sta alzi la mano, chi non ci sta meglio si faccia da parte, questo il succo del discorso. Mentre il portierone Contento ha già rassicurato tutti in serata (solo una forte contusione alle costole, nessuna frattura), in tribuna si sono notati i due fratelli congolesi che in queste ore dovrebbero essere tesserati per rimpolpare una batteria di fuoriquota finora insoddisfacente: il 97' Shimba Olamba Grance e il 96' Fils Wembolowa Yangala. Difficilmente basteranno i due coloured ex Union Ripa.
Matteo Marega
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