Tre musei in più “sorvegliati speciali”

Il Comune estende il servizio delle cooperative sociali al Revoltella e a quelli sul Risorgimento e sulla Civiltà istriana
Di Fabio Dorigo
Lasorte Trieste 22/06/15 - Via Torino, IRCI, Museo della Civiltà Istriana Fiumana Dalmata
Lasorte Trieste 22/06/15 - Via Torino, IRCI, Museo della Civiltà Istriana Fiumana Dalmata

«I musei costano un sacco di soldi» spiega l’assessore alla Cultura Paolo Tassinari. Il Comune di Trieste ne sa qualcosa visto che è stato costretto a riaprire l’impegno di spesa per il servizio di sorveglianza biglietteria, bookshop e assistenza nei poli museali più importanti. Altri 154.267,59 euro (iva inclusa). È il contenuto di una determina dirigenziale del 21 ottobre scorso. Sono soldi destinati all’associazione temporanea d’impresa formata da un gruppo di cooperative sociali (La Collina, Cola, Pierreci Codess Coopcultura, Euro&Promos).

Il motivo? Alla vasta collezione di musei comunali se ne sono aggiunti altri due nel giro di un paio d’anni. Nell’estate 2014 è stato aperto al pubblico il Civico Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” che con il Civico Museo di Storia naturale costituisce il polo museale di via Cumano. Il 26 giugno scorso è stato invece inaugurato il Civico Museo della Civiltà istriana fiumana e dalmata in via Torino a pochi metri dal Civico Museo Revoltella e dal Museo Sartorio. Inoltre entro l’anno sarà completato anche il Civico museo della Risiera di San Sabba.

Il Museo della Civiltà istriana, aperto al pubblico da quattro mesi anche se a titolo gratuito, ha bisogno del relativo servizio di sorveglianza e assistenza. Negli anni scorsi, prima dell’ingresso nel circuito comunale, se ne sono occupati i volontari dell’Irci. «Il trasferimento completo del museo dovrebbe avvenire con il primo gennaio» spiega Tassinari.

Nel frattempo l’amministrazione, aumentando l’impegno di spesa di 154 mila euro, ha deciso di estendere il servizio di sorveglianza e assistenza al pubblico del gruppo di cooperative sociali al nuovo arrivato Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata, al vicino Civico Museo Revoltella (che dal primo di dicembre perde il direttore per raggiunti limiti di età) e al dimenticato Museo del Risorgimento (dove c’è anche il Sacrario di Guglielmo Oberdan) che ha riaperto da poco dopo una serie di lavori di manutenzione. «È un provvedimento tampone in attesa di ridefinire l’insieme dei servizi museali. Tutto questo fa parte di un ragionamento generale sui musei che stiamo portando avanti» aggiunge l’assessore.

L’amministrazione comunale ha infatti intenzione di dotarsi di un piano strategico per riorganizzare i musei civici. «Stiamo facendo una serie di ragionamenti di attività su orari, personale, orizzonti strategici che ci occuperanno nei prossimi mesi» conferma Tassinari.

A fine settembre, rispondendo a una sollecitazione dell’assessore regionale Gianni Torrenti («I Comuni assumano direttori di musei»), lo stesso assessore aveva detto: «Maria Masau Dan (direttore del Revoltella e dei civici musei di storia e arte, ndr,) è l’unico direttore in Regione ad aver vinto un concorso. Andrà in pensione a dicembre e stiamo lavorando per il futuro, ma non è il momento di parlarne. Viviamo un momento di risorse decrescenti e abbiamo il problema del blocco statale delle assunzioni: non posso che riconoscere carenze di personale nei nostri musei civici, il che stride con la recente apertura di due nuove strutture, l’aumento di richiesta di servizi culturali, gli scenari che potranno aprirsi in Porto vecchio. La Regione cerca di premiare la progettualità e fissare standard minimi, adeguandosi al nuovo codice dei beni culturali. È una sfida che raccogliamo, visto che stiamo cercando di far diventare moderno il nostro sistema in termini di ordinamento, servizi, biglietto unico, guide, assistenza, orari».

E i numeri dei visitatori? Troppo presto per avere un quadro attendibile. Tassinari anticipa: «Siamo in leggero calo rispetto al boom del 2014, ma in linea con il 2013».

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