I divieti non evitano i “raduni” in strada. Il prefetto annuncia controlli anti eccessi

Le restrizioni, non sempre chiarissime, si scontrano con la voglia di normalità dei cittadini. Tante le contraddizioni: i pub sono chiusi, ristoranti e bar no. E le file davanti ai negozi? Non significano assembramento?
La fila davanti a Zampolli dove si poteva entrare solo 4 alla volta: la distanza di un metro non viene rispettata
La fila davanti a Zampolli dove si poteva entrare solo 4 alla volta: la distanza di un metro non viene rispettata

TRIESTE Seduti nelle aule di un liceo o di un Dipartimento universitario no. Ma accalcati tra i tavolini dei locali nella stretta via della “movida” triestina sì. In tempi di coronavirus capita anche questo. Anche perché le restrizioni, peraltreo non sempre chiarissime come quelle contenute nell’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, si scontrano con la voglia di normalità dei cittadini. La stessa che ieri, giornata segnata da sole splendente e temperature di 13 gradi, ha spinto i triestini ad affollare i tradizionali luoghi di ritrovo.

Barcola piena di gente domenica pomeriggio (Silvano)
Barcola piena di gente domenica pomeriggio (Silvano)


Piazza Unità, per esempio, ha accolto già a metà mattinata un via vai di famiglie ma anche di anziani e gruppi di giovani incoraggiati dal bel tempo. E anche a Barcola centinaia di persone si sono concesse una passeggiata, a una corsa o a una pedalata in bici.

Coronavirus, piazza Unità a Trieste gremita di gente

E visto che il decreto non prevede la chiusura di ristoranti e bar - con l’indicazione ben precisa però per i titolari di far rispettare il metro e mezzo di distanza tra gli avventori -, sempre ieri, i dehors dei bar, in particolare, sono stati presi d'assalto da una mole di clienti più numerosa rispetto alla settimana scorsa, quando c’è era stato il fuggi fuggi in seguito alle notizie dei primi contagi registrati anche sul territorio del Friuli Venezia Giulia.



Ma con le nuove disposizioni, si diceva, emergono anche le contraddizioni: i pub sono chiusi, ma i ristoranti e i bar invece restano accessibili. I cinema e i teatri sono off limits mentre sui mezzi pubblici non ci sono limitazioni nonstante la possibilità che si creino, anche lì, assembramenti. E le file davanti ai negozi? Non significano assembramento? Nella gelateria Zampolli di via Ghega ieri si è notata una coda “anomala” ieri pomeriggio. “Quattro persone alla volta”, si leggeva nel cartello appeso fuori dalla porta. Tante che si è formata all'esterno una fila di persone lunga e “contagiosa”.

Scatta la chiusura di pub, cinema e sale giochi. Vietato ogni assembramento.
Il cartello apparso in un bar del centro (Lasorte)


Stessa storia sabato sera, quando i giovanissimi, in maniera più massiccia rispetto a venerdì, hanno invaso la strada della movida: via Torino. «Dal rumore, che è proseguito fino a tarda notte, ho sentito che c’erano tantissime persone fuori dai locali – spiega una residente della zona -, più degli altri normali weekend. Abbiamo chiamato le forze dell’ordine per segnalare l’assembramento visto che, in questo periodom dovrebbe invece essere limitato. È oggettivamente gravissimo che ci siano tante indicazioni che limitano i ritrovi e poi all'esterno si consentano simili capannelli di gente. Si tratta di una questione di sicurezza sanitaria anche per chi deve accedere agli stabili vicini. I ragazzi non vanno a scuola e all’università ma in via Torino sì? Il prefetto deve monitorare l’assembramento in luoghi pubblici e privati come da decreto». «Siamo un Paese in cui spesso si trasgrediscono le regole - afferma in risposta il prefetto Valerio Valenti -. Purtroppo possono capitare queste cose, ma faremo in modo di articolare una serie di interventi, anche con le forze di polizia, per vigilare su queste situazioni. In prima battuta però ognuno è responsabile delle proprie azioni: occorre innanzitutto il buon senso, perché altrimenti si innesta un meccanismo diabolico. Noi comunque faremo il nostro. A breve dovrebbero arrivare nuove disposizioni dal nostro ministero per evitare disparità di applicazione delle disposizioni sul territorio».

Intanto oggi Valenti incontrerà i rappresentanti delle organizzazioni di categoria per mantenere un dialogo collaborativo sulle nuove misure ed assicurare una consapevole e responsabile applicazione delle stesse. E a questo proposito ha diffuso comunicato in cui rivolge «un particolare e accorato invito ai gestori di esercizi pubblici, espressamente considerati dal decreto, affinché vengano rispettate le sospensioni disposte e vengano adottate le misure di contingentamento degli accessi previste per evitare assembramenti di persone sempre rispettando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro». —
 

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