Truffa del finto carabiniere sventata a Trieste, arrestata una 50enne

La truffatrice era quasi riuscita a derubare un’ottantasettenne, ma è stata scoperta grazie all’intervento della figlia e di suo marito. Sul posto sono intervenuti i veri carabinieri

Gianpaolo Sarti
Sul posto sono intervenuti i veri carabinieri
Sul posto sono intervenuti i veri carabinieri

Era quasi riuscita a derubare un’ottantasettenne in casa, dopo un raggiro messo a segno da un finto carabiniere, ma è stata scoperta. I carabinieri (quelli veri) hanno arrestato una cinquantenne di Trani: una truffatrice con molta probabilità appartenente a un’organizzazione criminale.

La donna e il suo complice hanno colpito in un’abitazione di via dei Moreri; è successo giovedì attorno alle 14.30.

L’anziana ha ricevuto una telefonata sul numero fisso da un sedicente militare dell’Arma. Il malvivente le ha riferito che la carta di identità della figlia (l’uomo era dunque a conoscenza che la signora avesse una figlia) era stata clonata e che «dei rumeni» in possesso del documento avevano commesso una rapina in una gioielleria. La solita storiella, insomma, utilizzata per imbrogliare le vittime. A quel punto il “carabiniere” ha sollecitato la signora a preparare i gioielli che custodiva in casa con la scusa di doverli «confrontare» con la refurtiva: «Verrà un agente a ritirarli...».

L’ottantasettenne, allarmata, ha chiamato la figlia che – per puro caso – in quel momento si trovava a casa assieme a lei. E gliela ha passata: la donna ha capito il tranello e ha fatto la finta tonta, avvisando il marito in giardino. Pochi minuti dopo si è presentata la cinquantenne di Trani per ritirare i gioielli ma il marito della figlia (che intanto aveva chiamato il 112) le ha chiesto di esibire il tesserino. La cinquantenne si è quindi dileguata. Ma il complice era ancora al telefono con la figlia dell’anziana che ha continuato a fingere di essere caduta nell’imbroglio.

«Ho preparato i gioielli», ha detto al “carabiniere”, tanto che quest’ultimo ha convinto la complice (in contatto con un auricolare) a fare dietrofront per ritirarli. Ma a quel punto è arrivata la pattuglia che ha arrestato la truffatrice. Addosso aveva un biglietto con l’elenco di altre vittime.

La cinquantenne è a processo per direttissima. L’anziana è difesa dall’avvocato Maria Genovese, mentre l’imputata dall’avvocato Matteo Pastore. 

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