Attacco hacker ai casinò Hit in Slovenia, ferme le sei case da gioco di Nova Gorica
Ignota l'origine del blitz informatico e l'entità dei danni: si teme la compromissione degli archivi clienti

Un attacco hacker ha “bucato” la rete informatica dei casinò del Gruppo Hit, il colosso sloveno che opera nel settore dell’intrattenimento e del turismo, e così da martedì 25 agosto è stato necessario chiudere le sei case da gioco presenti a Nova Gorica e in tutto il resto del territorio nazionale.
Parliamo dei celebri casinò Perla e Park nella città gemella di Gorizia, dove è presente anche il casinò Drive-in, a sua volta chiuso, oltre che del Korona nella località alpina di Kranjska Gora, del casinò Fontana nella stazione termale di Rogaška Slatina e del Mond di Šentilj. Operativo e ancora funzionante, invece, il casinò online PerlaPlay.it, che non è stato interessato dall’intrusione informatica, mentre accedendo a tutti i canali e i portali web del Gruppo Hit una finestra che si apre sullo schermo informa i clienti del disservizio.
L’incidente di sicurezza informatica
«Si è trattato di un incidente di sicurezza informatica, occorso nella notte tra lunedì e martedì», conferma in via ufficiale la referente per le pubbliche relazioni del Gruppo Hit Lavra Peršolja Jakončič, «e da allora tutti i nostri esperti, in collaborazione anche con operatori e tecnici esterni, stanno lavorando senza sosta per risolvere il problema. Stiamo facendo di tutto per poter ripristinare quanto prima i sistemi, e riaprire i casinò».
La Hit fa anche sapere ai suoi tanti clienti e visitatori abituali che sui propri canali social aggiornerà appena possibile sull’evolversi della situazione e sulle date di riapertura delle strutture. Se ovviamente in queste ore si rincorrono le voci sulle possibili cause e soprattutto sulle conseguenze dell’hackeraggio (che secondo indiscrezioni non confermate avrebbe danneggiato gli archivi), sul tema il Gruppo Hit non si esprime, precisando anche che al momento non è possibile nemmeno quantificare il danno occorso. «Non commentiamo in alcun modo quanto successo, perché è in corso un’indagine che sta cercando di fare luce sull’accaduto, e quindi ogni ipotesi sarebbe prematura».
L’impatto
In ogni caso con i casinò principali della Hit, a partire dalle punte di diamante di Nova Gorica, che sono dunque fermi, continuano ad operare (seppur con attività ridotta e modalità adattata alla nuova situazione) tanto gli hotel quanto i ristoranti legati alle case da gioco.
Allo stesso modo, sono regolarmente operative le altre realtà del Gruppo Hit, tra le quali il Casinò Larix di Kranjska Gora e Hit Alpinea, sempre ai piedi delle Alpi.
Sicuramente le tre case da gioco di Nova Gorica sono però le più conosciute e frequentate, tanto per l’estrema vicinanza al confine, letteralmente a poche centinaia di metri da Gorizia e l’Italia, sia per la loro storia.
Discorso che vale soprattutto per i casinò Perla (considerato tra i più grandi in Europa per dimensione e numero di slot machines, tavoli e postazioni, oltre che riferimento da moltissimi anni anche per spettacoli e concerti che vengono organizzati nella sua arena) e Park, che si trovano entrambi proprio nel cuore di Nova Gorica.
Va da sé che i sistemi informatici, soprattutto oggi, sono fondamentali per strutture del genere, gestendo ogni tipo di informazione, dagli accessi alle prenotazioni, fino ai controlli di sicurezza e molto altro ancora. Ecco perché un’intrusione simile a quella patita dal Gruppo Hit è in grado di fermare letteralmente anche un colosso come quello sloveno, abituato da decenni a gestire un afflusso costante di clienti ed eventi di primo piano a livello internazionale.
Gli interrogativi
Tra i tanti punti interrogativi che restano da chiarire – e a questo serviranno evidentemente proprio le indagini in corso a cui fanno riferimento i vertici dell’azienda, e che affiancano il lavoro continuo per il ripristino del sistema informatico e della sua inviolabilità –, quale tipo di informazioni sono state intaccate, cancellate o eventualmente prelevate dagli autori dell’hackeraggio, e quale è stato l’obiettivo di chi ha agito: un semplice “boicottaggio” o piuttosto un furto di dati da rivendere o utilizzare a qualche scopo? Domande ad oggi ancora senza risposta.
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