Curzola, la scoperta che riscrive la Storia: a Vela Spila le ceramiche più antiche d'Europa
Ritrovate nella grotta dalmata statuette di 17.000 anni fa: retrodatata l’origine dell’arte ceramica e della cottura dell’argilla. La notizia è arrivata fino al New York Times

È stata una scoperta archeologica che ha avuto un effetto dirompente negli ambienti che si occupano dei tempi antichi e antichissimi.
Nella caverna Vela Spila (Grotta grande), a monte della località di Vallegrande/Vela Luka, nell’isola dalmata di Curzola, sono stati rinvenuti oggetti in ceramica risalenti a circa 17.000 anni fa. Un ritrovamento che ha retrodatato notevolmente l'origine della produzione ceramica, sollevando interrogativi ma anche confermando che le abilità artigianali e l'espressione artistica in quest'area dei Balcani si svilupparono molto prima di quanto ipotizzato in precedenza.
Fino al ritrovamento nella grotta dalmata, si riteneva che i più antichi esempi di produzione di ceramiche nel Vecchio continente riguardassero il territorio della Repubblica Ceca. Era opinione condivisa che questa tecnica millenaria fosse nata in tempi molto più recenti e invece anche l’autorevole e prestigioso New York Times si è soffermato su quanto riportato alla luce a Curzola, una scoperta sensazionale e storica in riferimento alla datazione degli inizi della produzione di ceramica.
Gli scavi di Cambridge e i reperti del Paleolitico
Gli scavi sono stati condotti congiuntamente da studiosi dell’Università di Cambridge e dai colleghi di atenei croati. Il lavoro ha permesso di scoprire 36 frammenti in ceramica da strati datati tra il 15.500 e il 13.000 a.C.: gli oggetti sono statuette di animali accuratamente modellate, realizzate in argilla cruda indurita dal fuoco. Tale lavorazione del materiale denota una tecnica avanzata per l’epoca.
In pratica, nei pressi della futura Vallegrande, i nostri antenati del Paleolitico superiore misero in atto una tecnologia avanzata, quella della cottura. I reperti di Vela Spila indicano pure come gli uomini di quell’epoca avessero un profondo desiderio di espressione artistica, di dare una forma modellata al mondo che li circondava, anche quando ciò non comportava vantaggi pratici immediati.
I resti umani più antichi dell'Adriatico
Le ricerche hanno pertanto appurato che la grotta rappresenta uno dei siti archeologici più importanti e ricchi della regione mediterranea, con la cavità abitata dalla fine del Paleolitico all’età media del Bronzo.
Nella cavità sono stati ritrovati nel tempo anche resti umani e animali e utensili in pietra, dimostrando come fosse usata come luogo di insediamento ma anche come sito di sepoltura per i propri defunti.
Nel 1986 sono stati rinvenuti gli scheletri di una donna adulta e di un giovane uomo, risalenti al tardo Neolitico e soprannominati affettuosamente Nonna e Nonno (Baba i Dida). Tra il 1986 e il 1998 sono state riportate in superficie tre sepolture di bambini vissuti nel Mesolitico. Complessivamente nella grotta sono state identificate cinque sepolture del Mesolitico (tra 10.000 e 8.000 anni fa). Si tratta dei più antichi resti umani mai rinvenuti nella regione del mare Adriatico.
Le visite a Vela Spila
Vela Spila – lunga 50 metri, larga 40 e alta 20 metri – è situata sulle pendici della collina Pinski rat. Viene illuminata in modo naturale da due grandi aperture sul soffitto, dovute al cedimento della volta.
La grotta può essere visitata ogni giorno, da lunedì a sabato, dalle 9 alle 20, mentre la domenica è chiusa. Il biglietto d’ingresso costa fra i 2 e i 4 euro a persona. Ultima nota: i reperti archeologici sono esposti nel Centro culturale di Vallegrande.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








