Un “Robin Hood” euroscettico: Rumen Radev alla guida della Bulgaria

Il partito Bulgaria Progressista dell’ex presidente ha conquistato addirittura il 44,7% delle preferenze. Si tratta di un successo storico per Radev, personalità con luci e ombre

Stefano Giantin
Il nuovo premier della Bulgaria Rumen Radev
Il nuovo premier della Bulgaria Rumen Radev

Un trionfo dal perimetro ancora più ampio di quello previsto dai sondaggisti alla vigilia del voto. È quello conquistato alle elezioni di domenica da Bulgaria Progressista, partito-creatura dell’ex presidente Rumen Radev. Partito, hanno confermato ieri i risultati quasi definitivi dello spoglio, arrivati nel tardo pomeriggio al 96% delle schede scrutinate, che ha conquistato addirittura il 44,7% delle preferenze, 12 punti in più rispetto alle indicazioni della vigilia.

La percentuale si tradurrà in almeno 130 seggi nel Parlamento monocamerale di Sofia, dove siedono 240 deputati. E dunque in una maggioranza più che solida per poter governare da solo. Si tratta di un successo storico per Radev, personalità con luci e ombre, propostosi ai cittadini come una sorta di “Robin Hood” sceso in campo per difendere i diritti del popolo contro una oligarchia corrotta. Spesso critico verso la Ue e verso l’introduzione dell’euro in Bulgaria, senza che i cittadini fossero prima stati consultati, e con un occhio di riguardo verso Mosca, con cui bisognerebbe riallacciare il dialogo. Radev è stato riluttante, in passato, ad aiutare l’Ucraina contro l’aggressione russa. Ma l’ex presidente, con il suo programma, ha sbaragliato tutti i suoi avversari.

Un flop drammatico alle urne è stato in particolare quello del partito conservatore Gerb-Udf, espressione dell’ex premier conservatore Boyko Borissov, che è letteralmente crollato al 13,3%, mentre negli anni passati veleggiava senza problemi intorno al 25%. Oltre a Bulgaria Progressista e Gerb-Udf, a entrare nel nuovo Parlamento bulgaro sono stati anche i liberaldemocratici di indirizzo europeista di Continuare il Cambiamento – Bulgaria Democratica, il Movimento per i Diritti e la Libertà (Aps), il partito che rappresenta la minoranza turca, i nazionalisti di Vazrazhdane (Rinascita), che hanno di poco superato la soglia di sbarramento del 4%. Confermato invece il tracollo del Partito socialista bulgaro (Bsp), che dovrebbe rimaner fuori dal Parlamento.

Radev, trionfatore alle urne, ha ricevuto le congratulazioni della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha detto di non vedere l’ora di «collaborare con lui per la prosperità e la sicurezza della Bulgaria e dell’Europa». Ma soddisfatto si è detto anche il Cremlino, che ha lodato Radev per la sua volontà di «dialogare» con Mosca, pur affermando che «è troppo presto per trarre conclusioni su un eventuale cambiamento di atteggiamento dell’Europa nei confronti della Russia sulla base dei risultati delle elezioni in Ungheria e in Bulgaria». —

Argomenti:balcani

Riproduzione riservata © Il Piccolo