L’ex nave di Tito speronata a Fiume da un mercantile

La Galeb è ancora in restauro: finora è costato 15 milioni. L’apertura del museo galleggiante prevista per fine anno. Aperto uno squarcio nella zona di prua

Andrea Marsanich
La Galeb danneggiata dopo la collisione (foto index.hr)
La Galeb danneggiata dopo la collisione (foto index.hr)

Venerdì 13 porta sfortuna, e tanta, all’ex nave di Tito, la Galeb, ormeggiata al Molo longo a Fiume. Nella serata di venerdì quella che è stata per decenni la residenza galleggiante del Maresciallo jugoslavo è stata urtata dalla nave turca Deniz Akay, battente bandiera delle Barbados e che da giorni si trovava nel capoluogo quarnerino, attraccata al molo De Franceschi.

Nessun ferito, ma a riportare i danni maggiori proprio l’ex nave di Tito, la cui trasformazione in museo e ostello ha drenato quasi 15 milioni di euro ed è stata rinviata più volte, ma dovrebbe concludersi entro dicembre. A questo punto, però, il condizionale sembra d’obbligo.

Il restauro infinito dell’ex nave di Tito: a rischio ora i fondi europei
Il Galeb in una foto di archivio

La Deniz Akay, che trasporta carichi generali, era in procinto di salpare per dirigersi verso la Turchia quando – probabilmente per un’avaria al motore – è andata ad urtare la Galeb. La Galeb pare abbia subito i danni maggiori. Serviranno però gli accertamenti del caso per stabilirlo, ma quello che è più importante è che nessuno è rimasto ferito, né vi è stato lo sversamento di gasolio in mare.

Al momento dell’incidente c’erano diverse persone che stavano passeggiando sul Molo lungo, la diga frangiflutti, dove la Galeb è ormeggiata da mesi e si è udito nettamente, anche a lunga distanza, il rumore provocato dall’urto, lamiera contro lamiera. La Deniz Akay è stata colpita dal divieto di lasciare il porto fiumano fino a indagini concluse, chiamate a dare una risposta precisa a quanto accaduto. Certo è che la Galeb è stata urtata nell’area di prua.

Sul posto, dopo l’incidente, si sono recati la sindaca Iva Rinčić e il direttore della Capitaneria di porto Darko Glažar. Rinčić ha dichiarato che le informazioni vengono fornite con il contagocce e che si saprà di più nei prossimi giorni.

«Per fortuna non ci sono stati feriti o peggio e non è stata neanche registrata la fuoriuscita di carburante – ha affermato –. La Galeb è coperta dall’assicurazione, ma c’è anche la possibilità che l’armatore della nave turca rimborsi i danni provocati. Anche il capitano portuale Glažar ha riferito che con ogni probabilià il motore della Deniz Akay ha avuto un guasto, cosicché l’unità è andata ad appoggiarsi, per così dire, alla Galeb. Da parte nostra abbiamo subito emesso l’ordine che vieta all’unità straniera di salpare da Fiume fino alla conclusione delle indagini».

La Galeb dovrebbe diventare nave museo, con tanto di ristorante, bar e ostello: acquistata nel 2007 dalla Città di Fiume, la nave – bene culturale della Repubblica di Croazia – si è rivelata una fonte improsciugabile di spese per restauro e ristrutturazione, investimenti purtroppo non ancora giunti al capolinea. Finora dalle casse comunali e da quelle comunitarie sono usciti in totale ben 15 milioni di euro e ci vorrà altro denaro per poterla aprire al pubblico, inaugurazione che dovrebbe avvenire nel dicembre di quest’anno. Ripetiamo, dovrebbe.

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