L’incendio di Almissa fa una terza vittima: morta una donna di 58 anni
Lavorava nello stesso albergo della prima morta nel rogo. Sono ancora sei persone ricoverate in pericolo di vita tra Spalato e Zagabria a un mese dal fatto

A quasi un mese di distanza, il devastante incendio di Almissa (Omiš), in Dalmazia, ha provocato una terza vittima, una donna di 58 anni che aveva riportato ustioni gravissime. È morta giovedì all’Ospedale maggiore di Spalato, nonostante i medici si fossero prodigati per mantenerla in vita, adottando i metodi di cura più avanzati in caso di ustioni.
La 58enne è appunto la terza vittima del terribile rogo del 13 agosto scorso, uno dei maggiori incendi degli ultimi decenni nella regione dalmata e nel resto della Croazia. La notizia della morte è stata comunicata da Kristina Bitanga, portavoce del Centro clinico – ospedaliero di Spalato.
La donna lavorava in una struttura alberghiera, Villa Charlotte, in località Balić rat, nelle vicinanze di Almissa. Era collega di Dragana Antešević, la bosniaca-erzegovese di 34 anni, trovata priva di vita lo stesso giorno dell’incendio e prima vittima di un fronte di fiamme lungo 23 chilometri e largo un chilometro e mezzo.
Dragana lavorava a Villa Charlotte assieme alla sorella Nikolina Slavnić che ha raccontato ai giornalisti quanto successo quel tragico giorno. «Abbiamo aspettato che tutti gli ospiti della struttura venissero evacuati e poi siamo entrate nell’auto di servizio, assieme ai nostri bagagli. Ci siano dirette verso la Litoranea adriatica, nell’intento di raggiungere Almissa, ma siamo state circondate dal fuoco. Siamo scappate entrambe, con mia sorella Dragana che teneva una valigia in mano. Le ho urlato di fare presto, ma poi un’auto è scoppiata a pochi metri di distanza e io non l’ho più vista. È un’immagine che ricorderò per tutta la vita».
A lavorare a Villa Charlotte con le due sorelle bosniaco – erzegovese c’era pure la donna di 58 anni, uscita dal coma un paio di giorni fa. «Stava bene e chiacchierava con i medici – così Bitanga – poi un malore, la situazione è precipitata e non ce l’ha fatta». Il rogo è stato fatale anche a Drago Lelas, 79 anni, per decenni apprezzatissimo pompiere volontario, donatore di sangue e che anni fa aveva ricevuto il Premio Opera omnia della Città di Almissa. L’anziano è deceduto per avere difeso coraggiosamente la sua abitazione, morendo il 29 agosto a causa delle ustioni estese a tutto il corpo.
A Spalato sono ancora due le persone ricoverate in condizioni critiche, mentre quattro sono ricoverate a Zagabria. Risultano in pericolo di vita, tra cui un minorenne, ricoverato all’Ospedale pediatrico di via Klaić.
Il rogo di Almissa ha ridotto in cenere, in poche ore, alimentato dal vento e da condizioni di estrema siccità, circa mille ettari di terreno, ha distrutto 106 auto, 28 abitazioni, 3 esercizi di ristorazione, 13 strutture di vario tipo, oliveti, vigneti e frutteti. Secondo la stima della Città di Almissa, i danni materiali ammontano ad almeno 110 milioni di euro. Sono ancora ignote le cause all’origine del disastroso incendio, con le indagini tuttora in corso.
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