Janša a Roma in visita da Meloni: «Sì a un partenariato strategico»

Innalzare a strategico il livello di partenariato bilaterale, attraverso l’adozione in tempi brevi di un “Piano d’azione Italia-Slovenia” su difesa, energia, connettività, ricerca, innovazione e cultura. Questa la priorità che si sono dati Meloni e Janša

Stefano Giantin
Jansa e Meloni
Jansa e Meloni

Innalzare a strategico il livello di partenariato bilaterale già esistente, attraverso l’adozione in tempi brevi di un “Piano d’azione Italia-Slovenia” su difesa, energia, connettività, ricerca, innovazione e cultura. E focus pure sulla questione migratoria, pensando a rafforzare la «dimensione esterna», leggi rimpatri e soluzione innovative.

Sono gli obiettivi comuni che si sono dati ieri a Roma la premier Giorgia Meloni e il suo omologo sloveno, Janez Janša, in visita ufficiale in Italia. Janša che è stato ricevuto da Meloni nel pomeriggio. Alla fine del colloquio, Palazzo Chigi ha informato che i due leader si sono confrontati anche sulle «priorità del prossimo Consiglio europeo, a partire dal rafforzamento della competitività dell’Unione e dalla riduzione strutturale dei costi dell’energia per famiglie e imprese».

Sulla stessa linea, Janša e Meloni, anche sulle prossime priorità Ue, in particolare quelle riguardanti il Quadro finanziario pluriennale, che deve prevedere «risorse adeguate sia per le nuove urgenze dell’Unione sia per le politiche tradizionali, come coesione e agricoltura», ha fatto sapere il governo. Infine, comunione d’intenti anche sul tema immigrazione.

I due leader hanno infatti discusso pure «della gestione dei flussi migratori con un focus particolare sul rafforzamento della dimensione esterna, rimpatri e soluzioni innovative», un riferimento forse agli hub. Prima di Meloni, Janša era stato accolto in Vaticano da Papa Leone XIV e poi dal Segretario pontificio per i Rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali, monsignor Paul Richard Gallagher. Sul tavolo, in questo caso, l’accordo bilaterale tra Vaticano e Lubiana, firmato nel 2001 e ratificato nel 2004, che regola i rapporti tra Stato e Chiesa in Slovenia.

E sia Janša sia il Papa hanno discusso se sia il caso di aggiornare il “concordato” sloveno, magari trasformandolo in un’intesa definitiva e onnicomprensiva così che «ogni governo non ci metta mano», ha spiegato il premier sloveno. Janša ha ringraziato il Papa per «la sua guida morale, di estrema importanza, così che l’umanità non finisca in un periodo buio». Fra i temi discussi anche quello dell’integrazione europea e dei Balcani occidentali. 

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