Pola, bufera sul concerto di Capodanno: i veterani contro l'esibizione del cantante serbo Bajaga

L'associazione della Guerra Patriottica chiede il ritiro dei fondi pubblici per l'artista. Il sindaco Grbin replica: «Non guardiamo ai globuli rossi»

Valmer Cusma

Nemmeno a Pola, tante volte indicata come esempio di tolleranza interetnica, la guerra d’indipendenza degli anni Novanta è finita del tutto. Almeno a vedere le polemiche, le memorie contrapposte, le ferite che periodicamente tornano a riaprirsi. L’ultima scintilla arriva dalla scelta del Comune per il Capodanno: sul palco del Foro romano dovrebbe salire il cantante serbo Momčilo Bajagić Bajaga. Decisione che l’Associazione istriana dei volontari della guerra patriottica chiede al sindaco Peđa Grbin di ritirare.

Il presidente dell’associazione Vladimir Gasparini ha chiesto di sostituire l’artista serbo con uno croato croato. Il motivo, ha spiegato, è legato al ruolo che Bajaga avrebbe avuto durante la guerra, quando, secondo la ricostruzione dei veterani, si sarebbe esibito davanti a componenti delle forze che combattevano contro la Croazia. Gasparini ha usato parole particolarmente dure, sostenendo di non voler ascoltare a Pola un artista che avrebbe «cantato per i cetnici». La polemica è esplosa durante una conferenza stampa convocata dall’associazione anche per il caso delle targhe commemorative dei veterani. Secondo quanto denunciato, le targhe sarebbero state rimosse dal Palazzo comunale per finire tra la spazzatura.

Ma i veterani precisano di non voler trasformare la vicenda in una battaglia contro la libertà artistica. «Siamo contrari a qualsiasi divieto», ha chiarito il vicepresidente Lorens Legović. Se Bajaga tiene un concerto commerciale e il pubblico paga il biglietto, «non abbiamo nulla contro». Chi vuole ascoltarlo, aggiunge, deve essere libero di farlo. Il punto, per l’associazione, è il finanziamento pubblico. «Questo viene pagato con i soldi dei cittadini di Pola», sottolinea Legović. E proprio per questo il Comune, secondo i veterani, dovrebbe scegliere un altro artista per il concerto di Capodanno.

Una polemica che riporta in superficie, ancora una volta, i veleni di una guerra conclusa più di trent’anni fa ma non ancora completamente sedimentata nella memoria collettiva. Grbin ha replicato con una frase destinata a diventare il simbolo dello scontro: «Nella scelta degli artisti non ci siamo e non ci occuperemo dei globuli di sangue». Poi ha aggiunto: «Nel 2027 entreremo con allegria e 220 volt». Se Pola rimane sulla sua scelta, a Koprivnica i promotori del concerto di Bajaga in agenda il 17 ottobre si son visti costretti cedere alle forti pressioni e a cancellarlo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo