Kosovo, il partito di Kurti avanti ma ostacolo maggioranza in vista

Vetevendosje, dai primi dati, in testa anche se in calo rispetto al 2021. Ipotesi caccia alle “stampelle”

Stefano Giantin
Un elettore in uno dei seggi allestiti in Kosovo per le elezioni parlamentari di ieri. foto ansa EPA/GEORGI LICOVSK
Un elettore in uno dei seggi allestiti in Kosovo per le elezioni parlamentari di ieri. foto ansa EPA/GEORGI LICOVSK

Certamente un buon successo, com’era nelle attese. Ma con alta probabilità si potrebbe alla fine tradurre in una vittoria di Pirro – con proporzioni assai più negative rispetto a tutte le più fosche previsioni per il diretto interessato, il premier Kurti.

Si potrebbe sintetizzare così l’esito delle importanti elezioni parlamentari di ieri in Kosovo, Paese chiamato alle urne per rinnovare il Parlamento dando un nuovo governo a Pristina. Elezioni che, alla vigilia, erano state presentate dal premier in carica, il leader di Vetevendosje (Autodeterminazione), il primo ministro Albin Kurti, come un «referendum storico» sulla classe dirigente attualmente al potere e sulle sue politiche, facendo appello ad attribuirgli almeno «500 mila voti». Politiche che, tuttavia, sembrano piacere meno agli elettori kosovari, andati alle urne in un’atmosfera tranquilla, senza incidenti di rilievo, con l’affluenza intorno al 40%. È lo scenario, ancora parziale, suggerito ieri sera dai primi exit poll diffusi dai media locali – che non tengono conto dei voti della diaspora, generalmente assai rilevanti per l’esito finale.

In attesa della verità, quella consegnata dai dati ufficiali definitivi della Commissione elettorale nazionale, valgono exit poll come quelli dell’agenzia Pipos, che ha dato Vetevendosje (Vv) solo al 38% circa, addirittura dodici punti in meno rispetto all’exploit del 2021, quando il partito di Kurti aveva ottenuto il 50,2%. Di tutto rispetto le performance del Partito democratico del Kosovo (Pdk), destra moderata che si sarebbe aggiudicata i favori del 22% dell’elettorato (+5% rispetto al 2021), della Lega Democratica del Kosovo (Ldk), il partito più antico in Kosovo, schizzato oltre il 20%, otto punti in più. Risultati positivi, infine, anche per la coalizione tra Alleanza per il futuro del Kosovo (Aak)-Iniziativa socialdemocratica (Nisma)-Lista conservatori del Kosovo (Lkk), quotata quasi all’8%.

Leggermente migliori, per Kurti e Vetevendosje, le proiezioni dell’autorevole Koha, che ha dato Vetevendosje poco sopra il 42%, il Pdk al 21% e Ldk intorno al 20%. Numeri, quelli delle proiezioni – confermati a grandi linee dai primissimi dati ufficiali parziali – che evocano giorni assai complicati per la formazione del nuovo governo. Vetevendosje, infatti, nella migliore delle ipotesi potrebbe contare solo su 46-47 deputati nel nuovo Parlamento, essendo dunque costretta a trovare “stampelle” per rimanere al potere. D’altro canto Pdk e Ldk insieme potrebbero arrivare a 46 seggi, diventando così un’alternativa importante per forgiare una maggioranza diversa da quella attualmente al potere. Solo i dati definitivi dello spoglio ufficiale potranno tuttavia confermare le prime impressioni fornite a caldo dai sondaggisti. Di certo, Kurti sembra aver perso consensi nell’ultimo periodo, dopo aver puntato tutto sul tentativo di imporre – anche con misure controverse e potenzialmente capaci di far esplodere una santabarbara – la sovranità del Kosovo sul nord a maggioranza serba. Tentativo, ricordiamo, che ha alienato a Pristina i favori e il sostegno di alleati storici, Usa in testa, senza dimenticare lo stallo totale, non solo per colpa del Kosovo, del dialogo con Belgrado. Molti elettori, inoltre, potrebbero essere rimasti delusi dai risultati poco incoraggianti in settori-chiave come l’economia, la lotta all’inflazione e gli investimenti in ambiti importanti come salute e scuola. —

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