Maltempo in Croazia e in Slovenia con venti forti e piogge, danni e feriti
Il bilancio, ancora parziale, dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito il territorio

Venti incessanti e potentissimi, pioggia e nevicate sulle montagne. E danni importanti, oltre a svariati feriti. È il bilancio, ancora parziale, dell’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito tra giovedì e venerdì, ma con un’onda lunga che si è percepita anche sabato, in particolare il nord della Slovenia e la Croazia, con Zagabria investita da raffiche oltre i 120 chilometri all’ora. «Stiamo ancora contando i danni, ma sappiamo già che sono stati danneggiati oltre 60 asili e 40 scuole», senza contare alberi abbattuti e tetti scoperchiati, il bilancio ancora non definitivo fatto sabato dal vicesindaco di Zagabria, Luka Korlaet.

Da giovedì a sabato mattina, sono stati quasi 1.800 gli interventi dei vigili del fuoco in tutta la Croazia, con oltre 6.700 pompieri impiegati nelle operazioni. A essere colpito, anche il grande cimitero zagrebese di Mirogoj, con duecento alberi abbattuti e svariate tombe danneggiate. Alcuni i feriti leggeri nella capitale, dove le scuole sono rimaste chiuse venerdì.
«Il governo darà il massimo aiuto» per riparare i danni e aiutare i cittadini colpiti, ha assicurato sabato il premier croato, Andrej Plenković, che ha confermato che l’impatto del maltempo è stato «vasto».

Le tempeste di vento hanno colpito anche la parte settentrionale della Slovenia, con raffiche che hanno toccato i 100-150 km/h nelle aree montuose e gli 80-100 in pianura, ha informato il meteorologo sloveno Branko Gregorčic.

Secondo le stime delle autorità di Lubiana, il maltempo ha danneggiato circa 650 edifici privati e più di dieci strutture industriali solo nel nord del Paese. Per ore, venerdì, oltre 20mila utenti sono rimasti senza elettricità, ma il numero è poi calato a 5mila in serata, ha precisato la compagnia Elektro Maribor. Pesante anche l’impatto sui trasporti e sulle infrastrutture.

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