La rinascita del grifone nel Nord Adriatico: 175 coppie nidificanti solo nell’area del Quarnero
Mai così alta la presenza nelle colonie. Il dato reso noto in un convegno nell’isola di Cherso: la ripresa frutto di azioni di tutela e accresciuta sensibilità

Sempre più elevato il numero di grifoni, o avvoltoi dalla testa bianca, che vanno a comporre la colonia nordadriatica presente nelle isole quarnerine di Cherso, Veglia, Arbe, Plauno e Pervicchio, come pure sulle pendici del Monte Maggiore e nei pressi della località di Bersezio, nell’Istria orientale.
Nel corso della ventesima edizione del convegno dedicato alla gestione delle aree in regime di tutela, promosso dal ministero croato della Salvaguardia ambientale e tenutosi all’albergo chersino Kimen, è stato comunicato che il monitoraggio effettuato quest’anno ha permesso di appurare l’esistenza di ben 175 coppie nidificanti, il numero più alto da quando si seguono le sorti di questo splendido volatile, diventato il simbolo di Cherso, isola ancora sufficientemente conservata e dove la biodiversità si mantiene a livelli parecchio alti.
Da ormai più di 30 anni, la tutela del grifone spetta al Centro recupero avvoltoi situato nella località chersina di Caisole (in croato Beli), nella parte settentrionale dell’isola. La struttura viene gestita negli ultimi dieci anni dall’istituto pubblico Priroda (Natura), al quale viene affidata la salvaguardia e valorizzazione delle aree della Regione quarnerino – montana (capoluogo Fiume) che hanno lo status di zone protette. Si tratta in totale di un centinaio di aree dislocate nel Quarnero e Gorski kotar, quest’ultimo territorio montano alle spalle di Fiume.
Il grifone (Gyps fulvus) viene ritenuto di fondamentale importanza per l’ambiente in cui vive in quanto si ciba di carcasse di animali. È una specie di spazzino della natura, ruolo molto importante perché senza la sua presenza, va detto, la decomposizione di animali morti potrebbe essere fonte di malattie e rappresentare un grave pericolo per le varie specie, come pure per l’uomo.
Negli ultimi decenni si era temuto per le sorti di questo rapace di grandi dimensioni – l’apertura alare è superiore ai 2 metri – con la colonia che di anno in anno diventava numericamente sempre più esigua.
Poi, grazie a misure di tutela, come dal 2023 il progetto Life Support realizzato grazie al programma Life dell’Unione europea del Fondo per la protezione dell’ambiente e dell’Ufficio per le associazioni governative, e a una maggiore coscienza ambientale, la popolazione altoadriatica si è ripresa, con la cifra delle coppie nidificanti aumentata in modo considerevole, fino a toccare nel 2026 il numero record.
Del resto basta trovarsi in zona Tramontana, nella parte settentrionale dell’isola di Cherso, per ammirare le evoluzioni in cielo di non pochi esemplari di avvoltoi dalla testa bianca, sempre pronti a monitorare la situazione a terra per scoprire eventualmente qualche appetitosa carcassa. Come già detto, i grifoni nidificano negli ultimi anni anche sul Monte Maggiore, l’altura istroquarnerina, dalla quale erano scomparsi più di un secolo fa.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








