Il Comune di Rovigno dice stop agli alloggi turistici privati dal 2029, i gestori in rivolta

L’associazione “Salviamo i piccoli affittacamere familiari” contesta il nuovo piano di gestione della destinazione turistica: blocco totale delle nuove autorizzazioni e nuovi oneri finanziari per i locatori

Valmer Cusma

 

Massiccia protesta dell’Associazione Salviamo i piccoli affittacamere familiaricontro il Piano di gestione della destinazione turistica a Rovigno, come noto una delle più importanti e affollate destinazioni turistiche dell’Istria e dell’intera Croazia.

Come sottolineato nelle osservazioni al documento nel periodo di consultazione pubblica, le misure previste avranno conseguenze rilevanti sul settore degli alloggi privati, sul mercato immobiliare, sul centro storico cittadino e, più in generale, sull’economia locale. Si ricorda che entro la fine del 2029 lo Stato introdurrà l’obbligo di ottenere specifiche autorizzazioni per l’affitto turistico a breve termine negli edifici residenziali, oltre a nuovi oneri finanziari per i locatori.

Parallelamente, il Piano proposto dal Comune di Rovigno prevede un blocco totale delle nuove autorizzazioni per gli alloggi privati nel centro storico e ulteriori limitazioni e imposizioni nelle zone di Valbruna e Centener.

L’associazione sostiene che il Piano non tiene conto del fatto che il numero degli affittacamere privati è destinato a diminuire in maniera naturale nei prossimi anni anche in assenza di ulteriori restrizioni. Tra le cause vengono indicate le difficoltà nell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, il progressivo ritiro dall’attività di molti proprietari per ragioni anagrafiche o personali e la complessità del trasferimento delle licenze a nuovi gestori. Secondo l’associazione il settore non soltanto smetterà di crescere, ma potrebbe registrare una significativa riduzione delle capacità ricettive. Particolare perplessità suscita il modo in cui gli alloggi privati vengono descritti nel documento, indicati come i principali responsabili dei problemi legati al traffico, al sovraccarico delle infrastrutture, alla crisi abitativa e al peggioramento della qualità della vita, mentre il settore alberghiero viene presentato come il modello privilegiato per il futuro sviluppo turistico della città.

L’associazione evidenzia inoltre che strade, parcheggi e servizi pubblici non vengono utilizzati soltanto dagli ospiti degli alloggi privati, ma anche da quelli degli alberghi, dei campeggi, dei villaggi turistici, dai visitatori giornalieri e dai proprietari di immobili che non risiedono stabilmente a Rovigno.

In conclusione, l’associazione sostiene che sia legittimo chiedersi se il Piano rappresenti realmente uno strumento di gestione del turismo oppure l’avvio di un processo sistematico e di lungo periodo volto a ridurre progressivamente il ruolo degli alloggi privati a Rovigno. Si sottolinea infine che cittadini che per anni hanno investito nell’offerta turistica della città non meritano di essere indicati come i principali responsabili dei problemi esistenti senza prove solide e convincenti.

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