Inchiesta sui "cecchini di Sarajevo": sequestrati un silenziatore e una foto compromettente a uno degli indagati
A incastrare l'uomo sono state le rivelazioni dell'ex moglie e dell'ex compagna. Il fascicolo di Milano indaga sul macabro turismo dei cecchini del weekend negli anni '90

Un'importante svolta nell'inchiesta milanese sui presunti "cecchini del weekend" a Sarajevo negli anni '90. I Carabinieri del Ros hanno effettuato una perquisizione domiciliare che ha dato esiti considerati "positivi" dagli inquirenti, portando al sequestro di materiale ritenuto di enorme valore probatorio.
L'operazione è scattata questa mattina all'interno dell'abitazione di un uomo di 65 anni residente nella provincia di Alessandria, uno dei quattro indagati per omicidio nell'ambito del fascicolo aperto a Milano. Nel corso dell'ispezione, i militari dell'Arma hanno rinvenuto e posto sotto sequestro un silenziatore, un'attrezzatura tecnica specifica e, in particolare, una fotografia giudicata molto "significativa" che ritrae l'indagato proprio insieme a tale strumentazione.
Il silenzio e le accuse delle ex compagne
Il sessantacinquenne alessandrino era già stato sentito dagli inquirenti qualche tempo fa, ma nel corso del drammatico interrogatorio aveva deciso di trincerarsi dietro la facoltà di non rispondere, eludendo tutte le domande del magistrato.
La perquisizione odierna, disposta su delega del pubblico ministero di Milano Alessandro Gobbis e del procuratore capo Marcello Viola, non è nata a caso, ma si fonda su elementi solidi e recenti: a incastrare l'uomo e a fornire i dettagli utili per il blitz di questa mattina sono state le dettagliate testimonianze fornite agli investigatori dalla sua ex moglie e dalla sua ex compagna.
L'indagine punta a fare luce sul macabro fenomeno dei cosiddetti "turisti del terrore" che, durante i tragici anni dell'assedio di Sarajevo, avrebbero pagato cifre cospicue per raggiungere le postazioni d'altura e sparare sui civili indifesi nel fine settimana. Le indagini del Ros proseguono ora per analizzare il materiale sequestrato e verificare la compatibilità tecnica del silenziatore con le armi dell'epoca.
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