Ex potenti e picchiatori: ecco chi sono gli ultimi graziati da Vučić in Serbia

Solo ora è stata fatta chiarezza sul provvedimento di fine settembre: nell’elenco non ci sono gli ex alti papaveri indagati per la strage alla stazione di Novi Sad

Stefano Giantin
Un comizio della Lista studentesca prima delle elezioni
Un comizio della Lista studentesca prima delle elezioni

Era stato il suo ultimo atto da presidente della Serbia, prima di lasciare la poltrona di capo dello Stato per tentare, inutilmente, la conquista di quella di primo ministro. E per settimane aveva seminato scompiglio nel Paese, perché non erano stati resi noti i nomi contenuti nel suo provvedimento. Ora, svariati tribunali e poi il ministero della Giustizia di Belgrado hanno fatto chiarezza. E le polemiche riesplodono.

Post-trionfo elettorale della Studentska Lista, quattro tribunali di Belgrado, Novi Sad e Niš e poi, ieri sera, il dicastero della Giustizia, hanno finalmente reso pubblici tutti i nomi delle 49 persone graziate da Aleksandar Vučić, al tramonto del suo mandato presidenziale, a fine settembre.

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Aleksandar Vucic (foto Epa)

Ma chi sono, i “salvati”, sia per condanne passate in giudicato, sia da procedimenti giudiziari ancora in corso? Se lo chiedeva da tempo mezza Serbia, ma Vučić si era rifiutato di fornire dettagli durante la campagna elettorale. Ora, dopo più di un mese, finalmente la luce. E nella lista dei perdonati da Vučić ci sono personalità quantomeno controverse. Tra i graziati, Dijana Hrkalović, un tempo giovane e potentissima ex segretaria di Stato agli Interni e una delle figure più discusse del precedente establishment, nuovamente sotto processo – dopo una condanna di primo grado a 16 mesi annullata – perché sospettata di aver usato la sua posizione istituzionale per ostruire indagini penali e proteggere figure del milieu criminale. Tra questi, il boss Veljko Belivuk, considerato il capo del clan dei “Principi” e Darko Elez, un altro sospettato di essere ai vertici del crimine organizzato.

Ma a far discutere è anche la grazia a Marko Pavlović, che, nel gennaio 2025, alla guida della sua auto aveva forzato il blocco stradale di un gruppo di studenti in centro a Belgrado, mentre erano in corso i minuti di silenzio per le vittime di Novi Sad – purtroppo non un caso isolato. Pavlović, ancora sotto processo, era accusato di tentato omicidio.

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dopo esser finita sul cofano per poi essere sbalzata sul tetto dell’auto di Pavlović. Ma Vučić ha graziato Miodrag Selaković, altro “pirata” che aveva fatto lo stesso contro un gruppo di cittadini lo scorso 14 maggio, ferendo gravemente un uomo di 90 anni. Tra i graziati perfino Tomo Stojić, ex dirigente di una fabbrica di munizioni di Lučani, condannato definitivamente a due anni di carcere per una vicenda legata alla morte di due operai in un incendio nel 2017.

Non è finita. A essere salvati sono stati anche svariati presunti “batinaši”, picchiatori considerati vicini all’Sns di Vučić, sospettati di violenze contro gli studenti, ma anche un gruppo di studenti accusati di voler sovvertire l’ordine costituzionale. Stessa indulgenza a favore di svariati funzionari pubblici, sospettati di danni all’erario. Sulla lista dei graziati, tuttavia, non ci sono ex alti papaveri di governo e istituzioni, tra gli indagati per la strage alla stazione di Novi Sad. Come in molti in Serbia temevano.

 

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