Serbia espelle un esperto italiano di diritti umani: «È una minaccia per la sicurezza»

Massimo Moratti, di Staranzano, ha lavorato per Amnesty e da anni collabora con Osservatorio Balcani Caucaso. L'ordine di espulsione rischia di separare Moratti da moglie e figlio, a cui le autorità hanno invece concesso il permesso di soggiorno

Una veduta di Belgrado
Una veduta di Belgrado

Un cittadino italiano, Massimo Moratti, originario di Staranzano, esperto di lungo corso in diritti umani e collaboratore del portale Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (Obct), dovrà lasciare la Serbia entro il 19 settembre dopo aver ricevuto un ordine di espulsione nel quale viene definito un "inaccettabile rischio per la sicurezza" nazionale e con il quale gli viene vietato di ritornare nel Paese balcanico per un anno. Lo rivela lo stesso Moratti e la denuncia è corroborata da un alert della Piattaforma per la sicurezza dei giornalisti del Consiglio d'Europa, online da ieri e da un articolo postato oggi da Osservatorio.

Moratti vive stabilmente in Serbia dal 2022 insieme con la moglie, cittadina giapponese e al figlio di due anni, che ha la doppia cittadinanza, italiana e giapponese. Secondo quanto sostenuto da Moratti, le autorità serbe hanno concesso il permesso di soggiorno alla moglie, che lavora a Belgrado e al figlio, mentre a lui è stato negato il permesso e notificato l'ordine di espulsione, senza che venissero chiarite le ragioni della decisione. Contro il provvedimento Moratti ha presentato appello lo scorso 10 settembre, senza ricevere ancora risposta.

L'ordine di espulsione rischia di separare Moratti da moglie e figlio.

Esperto di diritti umani con oltre vent'anni di esperienza nei Balcani e in altre aree post-conflitto, impegnato in passato nell'assistenza a sfollati e rifugiati in Serbia, Moratti ha lavorato in passato per Amnesty International, dove è stato vicedirettore dell'Ufficio regionale per l'Europa. Moratti collabora con Obct fin dal 2005. Osservatorio faceva parte della missione Media Freedom Rapid Response (Mfrr) che, nel marzo 2026, aveva visitato la Serbia per indagare sulla situazione della libertà dei media nel Paese. Moratti era membro della missione. 

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