Slovenia, l’ex premier Robert Golob rischia il processo e rinuncia all’immunità

Il caso sollevato nel 2022 dall’ex ministra Bobnar: nel mirino le presunte ingerenze nelle nomine nella polizia slovena

Stefano Giantin
L'ex premier sloveno Robert Golob
L'ex premier sloveno Robert Golob

L’ex premier sloveno Robert Golob, oggi leader della principale forza d’opposizione nel Paese, rischia l’avvio di un procedimento penale per la presunta elargizione di benefici non dovuti per intermediazione illecita. E un caso, già delicato e in passato cavalcato da diversi partiti oggi al governo, rischia di indebolire non solo il diretto interessato, ma l’intero fronte avversario all’esecutivo Janša.

È lo scenario che si va delineando in Slovenia, dove ha fatto scalpore una notizia-bomba, data in pasto alla stampa nientemeno che dal controverso presidente del Parlamento di Lubiana, il populista Zoran Stevanović. Stevanović che ha reso noto che la Procura specializzata gli ha comunicato che sono maturate le condizioni per consentire l’avvio di un procedimento penale nei confronti di Golob, con un passaggio parlamentare necessario prima del via, dato che l’ex premier, oggi deputato, gode dell’immunità.

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Zoran Stevanović

La Procura aveva già chiesto nell’ottobre 2025 l’apertura di un’indagine giudiziaria, sulla quale il Tribunale distrettuale di Lubiana non si è ancora pronunciato.

Stevanović, dopo aver gettato il sasso, ha nascosto la mano, non fornendo maggiori dettagli sullo “scoop”, ma specificando solo di aver informato il diretto interessato, il capogruppo del suo Movimento Libertà (Gs) e la commissione parlamentare incaricata di decidere sull’immunità. E suggerendo che il presunto reato compiuto da Golob è punito con una pena massima di 6 anni di prigione.

Ma a cosa si riferiva, Stevanović? A stretto giro di posta è stato il difensore dell’ex primo ministro liberale, Stojan Zdolšek, a riferire di conoscere i dettagli. Il caso menzionato da Stevanović riguarda il celebre affaire Bobnar, dal nome dell’ex ministra dell’Interno Tatjana Bobnar, in carica nel gabinetto Golob dal giugno al dicembre 2022.

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Bobnar, ricordiamo, si era dimessa dopo uno scontro con il premier, evocando presunte ingerenze del primo ministro nelle nomine nella polizia. Di denuncia «bizzarra» aveva parlato ai tempi Golob, sostenendo di avere la coscienza del tutto pulita. Tuttavia, negli anni successivi, il caso è stato tutt’altro che archiviato, tra nuove accuse, inchieste della Commissione per la prevenzione della corruzione (Kpk), sempre più forti richieste di dimissioni – mai accolte da Golob – da parte dell’allora opposizione e, infine, la presentazione di una denuncia contro Golob da parte della polizia.

Nel frattempo, il mondo politico sloveno è già in fibrillazione, con l’opposizione con le antenne drizzate. A voler far «rapidamente» chiarezza sul caso Bobnar «è prima di tutto lo stesso presidente del partito, Robert Golob, e per questo non invocherà l’immunità», ha confermato la deputata del Movimento Libertà Tereza Novak. Golob che sicuramente «non sarà elusivo» davanti ai magistrati, ha affermato l’ex ministro della Giustizia, il socialdemocratico Andreja Katič.

Di certo, bisogna auspicare che l’inchiesta sia scevra da pressioni politiche, hanno suggerito i Socialdemocratici. Più cauta Levica (Sinistra), che si è detta certa che Golob non userà tattiche dilatorie che sarebbero comuni tra i partiti oggi al governo, accusando il sistema di «ingiustizia». O di «incompetenza».

Curiosamente più prudente, almeno nelle prime ore, proprio la maggioranza di governo. Martedì Golob ha notificato alla commissione competente la sua intenzione di rinunciare all’immunità, che gli dovrebbe venir ufficialmente revocata oggi, in occasione di una sessione del Parlamento dedicata al caso.

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