La Sopa istriana diventa bene culturale della Croazia
L’inserimento nel Registro rappresenta ora un passo significativo nella tutela di quella che è considerata un elemento gastronomico ma anche un rituale sociale

La Sopa istriana, tradizionale bevanda di quelle terre a base di vino rosso, entra a far parte del Registro dei beni culturali della Repubblica di Croazia, riconoscimento che tutela in particolare l’arte della sua preparazione. Il traguardo è stato presentato a Villa di Rovigno davanti al focolare del seminterrato della Casa della cultura, in un ambiente simbolico che richiama le antiche tradizioni domestiche dell’Istria.
La richiesta di iscrizione era stata presentata al ministero della Cultura e dei media dall’associazione rovignese Agrorovinj, con il sostegno della Città di Rovigno e della Regione istriana. L’inserimento nel Registro rappresenta ora un passo significativo nella tutela, nella trasmissione e nella corretta interpretazione della preparazione della Sopa, ritenuta non soltanto un elemento gastronomico ma anche un rituale sociale profondamente legato all’identità e allo stile di vita della penisola istriana.
«È un riconoscimento straordinario per una tradizione che è sopravvissuta grazie alle persone e alla comunità, ma anche un forte incentivo alla sua ulteriore salvaguardia», ha dichiarato il sindaco di Rovigno Emil Nimcević. Anche l’assessore regionale all’Agricoltura Ezio Pinzan ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa, ricordando come la preparazione della Sopa venga insegnata anche alla Scuola professionale Eugen Kumičić di Rovigno.
A seguire l’intero iter di candidatura, con il sostegno di Davor Sisović, era stato il presidente dell’associazione Agrorovinj, Kristijan Damijanić, che ha parlato di uno sprone «a continuare nella tutela di questa tradizione».
Secondo le testimonianze raccolte sul territorio, la Sopa istriana è presente nella memoria collettiva istriana da almeno quattro generazioni. La preparazione tradizionale prevede che la “Sopa” sia servita nella tipica “bucaleta”, brocca in cui si versa vino rosso caldo arricchito con pane casereccio tostato, olio d’oliva, zucchero e pepe. Un ruolo importante nella sua valorizzazione viene svolto dall' apposito festival avviato nel 2014 proprio a Villa di Rovigno. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo






