Vuole scattarsi un selfie: turista muore travolto da un’onda a Dubrovnik

Morto un uomo originario di Tuzla e in vacanza in Dalmazia con la famiglia. Onde alte fino a cinque metri per lo Scirocco: immediati ma vani i soccorsi

Andrea Marsanich
Le onde a Ragusa, in Croazia (foto Slobodna Dalmacija)
Le onde a Ragusa, in Croazia (foto Slobodna Dalmacija)

Si è avvicinato incautamente nella spiaggia di Busa 1 per scattare un paio di selfie mentre il mare mugghiava, agitato da uno violento scirocco e con onde alte fino a 5 metri. Un cittadino della Bosnia Erzegovina è stato risucchiato da un maroso verso il mare aperto dove non ha avuto scampo. È accaduto nella giornata di venerdì, ai piedi delle antiche mura di Ragusa (Dubrovnik), in Dalmazia: la tragedia si è consumata davanti agli occhi della moglie e dei due figli minorenni.

I soccorsi, nonostante il mare grosso, sono partiti subito, risultando però inutili. Il corpo senza vita è stato trovato in mare dopo tre ore a circa 400 metri dalla costa dall’equipaggio di una motovedetta della Capitaneria portuale ragusea. La salma è stata traslata all’Istituto di medicina legale di Ragusa, per l’esame autoptico. Il cittadino bosniaco – erzegovese era giunto nella Dalmazia meridionale dalla città di Tuzla. L’intento era di trascorrere un paio di giorni di vacanza, finita però in tragedia.

Ad affiancarsi all’opera di salvataggio è stato un noto raguseo, Dominko Radić, la cui bravura e coraggio hanno finora permesso ad una trentina di persone di salvarsi da pessime condizioni meteomarine. «Non ci ho pensato due volte a salire a bordo della mia imbarcazione e recarmi nel luogo dove il turista era stato portato via da un’onda – ha spiegato –. Anch’io ho passato momenti difficili perché il mare aveva forza 4 - 5, a tratti anche 6. A un certo punto, anche il personale della motovedetta mi ha messo in guardia, urlando che la mia barca sarebbe affondata e sarei finito in mare, rischiando la vita. Le ho tentate tutte, ma non c’era più nulla da fare. Posso dire di aver visto morire in mare ben 18 persone, molte delle quali hanno perso la vita proprio nelle spiagge Busa 1 e Busa 2. Ci vuole prudenza e rispettare al massimo il mare».

L’area dove si è consumata la tragedia, che per certi versi ha ricordato quanto accaduto meno di un mese fa a Tenerife (tre vacanzieri uccisi da un’onda gigantesca), è molto pericolosa in presenza di mare molto mosso: ci sono tante scogliere, anche molto alte, dove le onde sbattono con una forza incredibile, non permettendo ai nuotatori – specie a quelli più deboli e inesperti – di riguadagnare la riva. È stato così anche per il bosniaco – erzegovese.

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