La Fiamma gioca sporco, Pdl infuriato

Il coordinatore regionale ha alzato troppo il prezzo, il segretario provinciale si è dimesso. Possibile esposto in procura

Colpiti da fuoco amico e tenuti sotto scacco, per ore, da un partito votato neanche dall’0,5% dei triestini. Un partito, la Fiamma Tricolore, che per convincere il Pdl a scucire più di quanto concordato in partenza, ha usato toni e mezzi giudicati dagli alleati “eccessivi e sopra le righe” e orchestrato un gioco poco limpido, che potrebbe avere conseguenze pesanti, e non solo nelle sedi politiche. Non è un caso, infatti, che ieri mattina abbiano iniziato a circolare voci, poi non cofermate, di possibili esposti in Procura per segnalare irregolarità ritenute evidenti. E non è un caso nemmeno che il segretario provinciale della Fiamma Stefano Bolelli, informato delle richieste arrivate dai colleghi udinesi, abbia presentato subito le dimissioni dall’incarico. Segno, insomma, che qualcosa di irrituale, per non dire di scorretto, effettivamente c’è stato.

I primi segnali erano arrivati nel tardo pomeriggio di sabato. Indicazioni e messaggi partiti dalla segreteria regionale avevano chiarito l’intenzione di alzare il prezzo. Per ottenere che cosa? Poltrone probabilmente, ma forse anche qualche altro vantaggio in più. Pretese giudicate irricevibili dai vertici della coalizione triestina che, per questo, è stata “punita” nelle ore successive. Consapevoli di aver il coltello dalla parte del manico visto il diritto di veto concesso loro dalla legge regionale, gli esponenti della Fiamma hanno infatti negato con decisione il via libera all’apparentamento con la Lega. Una linea poi abbandonata - tanto che i delegati Stefano Salmè e Claudio Carletti la firma sul documento l’hanno poi messa -, ma che ha inevitabilmente creato grandi imbarazzi nel centrodestra tanto che qualcuno annuncia l’avvio, già da oggi, di riflessioni per tutelarsi nelle sedi opportune e prendere i provvedimenti più adeguati.

«Diciamo che certe proposte non mi sono per nulla piaciute - si è limitato a dichiarare Roberto Antonione -. Intendiamoci, in politica può capitare che si avanzino richieste di spazi e posti. Ci può anche stare. In questo caso, però, l’impressione è che alcuni esponenti della Fiamma, ma non tutti, siano andati sopra le righe. La forma non è stata affatto elegante e questo ha innescato irritazione».

«Qualcuno ha voluto sfruttare una norma che esiste solo nella nostra Regione per ottenere qualcosa che va oltre i propri meriti - ha commentato a partita finita il vicecoordinatore provinciale Pieto Tononi -. E quel qualcuno è il segretario regionale Stefano Salmè, mentre gli esponenti triestini hanno agito correttamente, facendo campagna in maniera genuina per sostenere il centrodestra». (m.r.)
 

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