Unicredit: «Subito l’agenzia regionale o addio superporto»

Il gruppo bancario controbatte con una sorta di ultimatum alle obiezioni di Azienda speciale e Consorzio di Monfalcone

TRIESTE. O si crea con un’apposita legge della Regione l’Agenzia che governi l’intero sistema porto-corridoio, oppure Unicredit abbandonerà definitivamente il progetto del superporto e il Friuli Venezia Giulia perderà anche l’occasione di essere il terminal meridionale del Corridoio adriatico-baltico. Ha il sapore dell’ultimatum la replica che Unicredit ha affidato a Maurizio Maresca, ma che è condivisa dal vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona e dall’amministratore delegato Federico Ghizzoni rispetto all’alzata di scudi dell’Azienda speciale per il porto di Monfalcone e del Consorzio industriale che spalleggiati da Comune e Provincia hanno affermato che non accetteranno sovrastrutture o governance extralocali.

«Ma sono stati proprio il presidente Tondo e l’assessore Riccardi - ha replicato ieri Maresca - a chiedere a Palenzona e al sottoscritto se vi è la possibilità di portare avanti il progetto Unicredit-Maersk utilizzando come strumento regolatore la legge regionale in base alle prerogative speciali del Friuli Venezia Giulia. La Regione propone di adottare una legge che operi su tre livelli: la governance del sistema porto-corridoio attraverso un’agenzia terza e imparziale composta da personalità di assoluta professionalità, l’approvazione ex lege del piano regolatore di Monfalcone (inclusivo del progetto Unicredit-Maersk), l’accelerazione delle infrastrutture del corridoio. Solo a queste condizioni, Unicredit-Maersk potranno riconfermare il proprio impegno nonostante l’insuccesso di segno nazionale (la mancata approvazione del decreto da parte del Consiglio dei ministri, ndr.)».

Sembra abbastanza chiaro che sotto l’Agenzia dovrebbero ricadere non solo il porto di Monfalcone, ma presumibilmente anche Porto Nogaro, strutture di retroporto e l’intermodalità ferroviaria, e che sicuramente la figura del commissario e forse anche quelle dei suoi più stretti collaboratori non saranno cooptate dagli enti esistenti. È esattamente ciò che Azienda speciale, Consorzio industriale, Comune di Monfalcone e Provincia di Gorizia hanno affermato di non volere. All’inizio della settimana prossima un altro incontro Regione-Unicredit metterà definitivamente a fuoco il testo di legge che è stato preparato dallo stesso Maresca. Spetterà poi a Tondo e Riccardi indurre a più miti pretese gli enti locali che pure sembravano così ricettivi rispetto al superporto a differenza della malfidente Trieste.

«É stata ancora la Regione - aggiunge Maresca - a esprimere la preoccupazione che, senza una vera e propria piattaforma portuale alla radice del Corridoio adriatico-baltico, finisca per prevalere l’opzione slovena che prevede la costruzione del collegamento ferroviario Capodistria-Divaccia e la realizzazione del Molo Terzo a Capodistria». Va fatta un’operazione strategica che, secondo Unicredit, non può avere colore politico. «Presumibilmente in Regione una legge di questo tipo troverebbe un accoglimento positivo da parte di tutte le forze politiche - conclude Maresca - così come non ho dubbi che questa soluzione sia condivisa dagli operatori presenti all’interno dello scalo monfalconese».

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