«Mi hai rubato la maglia» E lo prende a sprangate

Voleva far valere le proprie ragioni e ha cercato di colpire l’altro con una spranga di ferro. E se i volontari non fossero intervenuti immediatamente la situazione sarebbe diventata esplosiva. È...
FOTO BRUNI Trieste 18 10 09 Centro Diurno via Udine
FOTO BRUNI Trieste 18 10 09 Centro Diurno via Udine

Voleva far valere le proprie ragioni e ha cercato di colpire l’altro con una spranga di ferro. E se i volontari non fossero intervenuti immediatamente la situazione sarebbe diventata esplosiva. È successo l’altro pomeriggio al centro diurno di via Udine. Protagonisti un cittadino romeno (la vittima) e un serbo (l’aggressore). Quest’ultimo, T.A. le sue iniziali, di 63 anni, è stato arrestato dai poliziotti della squadra volante giunti su chiamata dei volontari. È finito in carcere perché è risultato avere a suo carico un provvedimento di carcerazione della procura di Venezia: deve espiare una pena di due mesi e dieci giorni di reclusione per una vecchia condanna.

L’episodio è accaduto attorno alle 15. Oggetto del contendere, una maglietta. Pare che il serbo non avesse trovato un indumento di sua proprietà. E ha iniziato a inveire sostenendo che qualcuno gliela aveva rubata. L’altro - pur non avendo preso la maglietta - si è agitato. E così T.A. ha creduto che il ladro fosse proprio lui. Ne è nata una discussione dalla quale poi i due sono passati alle vie di fatto. Ed è stato a questo punto che sono intervenuti i volontari che, con non poche difficoltà, hanno separato i due prima che fosse troppo tardi.

Poi sono arrivati gli agenti della squadra volante. Sul posto anche un’ambulanza del 118. Mentre i sanitari hanno medicato le tumefazioni e i lividi, gli investigatori hanno ricostruito, grazie anche all’apporto dei volontari, quanto è accaduto. «Il clima stava degenerando e per fortuna siamo riusciti a fermarli», dice il volontario Brunildo Ramazani. Racconta che nella struttura dormono ogni notte 12 persone ma ne vengono accudite per la cena o per una merenda altre ottanta. «Certe volte basta un nulla per far scattare una discussione», aggiunge. Come detto T.A. - dopo essere stato identificato è stato accompagnato in carcere. Rimarrà dietro alle sbarre per due mesi e 10 giorni. (c.b.)

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