Bus, distributori automatici senza “resto”
Attenzione: un biglietto bus potrebbe costarvi fino a 2 euro!». L’allarme, tramite comunicato stampa, è dell’ex assessore comunale del Pdl Paolo Rovis. Nessun aumento oltre quello che ha portato il biglietto della Trieste Trasporti a 1.15 euro dal primo gennaio. In ogni caso un arrotondamento eccessivo. «Sono 46 (74 in verità secondo quando dichiarato dall’azienda) i distributori automatici di biglietti per l’autobus installati a cura della Trieste Trasporti presso le fermate dei mezzi - è l’incipit della segnalazione di Rovis -. Utilissimi per chi si trova sprovvisto del titolo di viaggio, soprattutto negli orari in cui le rivendite tradizionali sono chiuse. E facili da usare: basta introdurre lemonete e la macchina fornisce il biglietto. E restituisce il resto. Che però, non sempre finisce nelle mani dell’acquirente». Il “resto” è un’altra storia. «Ho ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini che lamentavano un possibile guasto ai dispenser, relativamente alla mancata corresponsione del resto” – racconta il consigliere comunale Pdl –. In realtà, le macchine funzionano benissimo. Ignoti hanno messo in atto un sistema per ostruire la bocchetta che eroga il resto. Le monete si fermano così sopra un invisibile “tappo”. Periodicamente qualcuno passa, toglie il tappo e incassa le monetine trattenute». Una truffa quindi. Il “furbetto del distributore” lo definisce Rovis. «Finisce che qualcuno si trova a pagare il biglietto anche 2 euro, anziché 1,15 come da tariffa. O anche di più, se inserisce una banconota” – continua l’ex assessore -. Subisce un danno economico e ne imputa la responsabilità, in buona fede, all’incolpevole Trieste Trasporti, in realtà a sua volta vittima di tale pratica illecita».
E l’azienda, pur sollevata da ogni colpa, non ringrazia. La Trieste Trasporti avrebbe fatto volentieri a meno della pubblicità del consigliere del Pdl. «C’è il rischio di emulazione» spiega il direttore commerciale Dario Del Bo. E del resto (visto che di “resto” si tratta) è una vicenda che va avanti da un anno e mezzo. E riguarda circa 16 distributori automatici sui 74 attualmente in funzione. Un fenomeno a macchia di leopardo: da Roiano a Cattinara. «Quello dell’ospedale - spiega Del Bo - è tra i più bersagliati». Che fare allora? Informa Rovis: «L’azienda, con il direttore generale Pier Giorgio Luccarini, si è prontamente attivata per fronteggiare il fenomeno e individuare i responsabili in sinergia con la Polizia locale del Comune di Trieste». Nel frattempo, per evitare di venire privati del “resto” ci sono alcune avvertenze. Il consigliere del Pdl suggerisce una semplice precauzione: «Prima di introdurre il denaro, accertatevi che la bocchetta sia libera. Otterrete il vostro resto e renderete un servizio a chi viene dopo. È vero che si tratta di pochi spiccioli, ma per molti cittadini anche questi sono importanti. E,comunque, tanti o pochi che siano, è giusto vadano a chi ha il diritto di riceverli e non a qualche “furbetto del distributore”». E se uno trova la bocchetta chiusa? «Basta segnalarlo al numero verde (800.016675). Le biglietteria automatiche sono tutte collegati online. In caso di problemi interveniamo immediatamente e comunque rimborsiamo il mancato resto in caso di mal funzionamento del distributore» assicura Del Bo. E il danno economico? «Non è importante quanto la sfiducia che questa vicenda genera nei cittadini» spiega il direttore commerciale. Il “resto”, in questo caso, non conta. (fa.do.)
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